26 Settembre 2026
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Caro carburanti, il diesel vola del 36% in sette mesi: in Calabria oltre 8mila imprese soffocano sotto i rincari

L'impennata dei prezzi di diesel e benzina pesa sempre di più sull'economia reale. Secondo il report della Cgia, in Calabria sono oltre 8mila le attività direttamente colpite, tra autotrasportatori, agenti di commercio, taxisti e Ncc

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Secondo l’analisi, le categorie maggiormente penalizzate sono gli autotrasportatori, i taxisti, gli operatori Ncc e gli agenti di commercio.

Per questi ultimi il problema è ancora più evidente, perché nella maggior parte dei casi non è possibile trasferire l’aumento dei costi ai clienti o alla filiera. Di conseguenza, il rincaro dei carburanti finisce per ridurre direttamente i margini di guadagno.

Gli autotrasportatori, invece, solo raramente riescono a recuperare i maggiori costi attraverso le tariffe. Inoltre possono beneficiare del credito d’imposta previsto contro il caro carburante soltanto in alcuni casi: ne restano esclusi, infatti, i proprietari di mezzi pesanti con massa inferiore alle 7,5 tonnellate.

In Calabria oltre 8mila attività interessate dai rincari

Il fenomeno coinvolge migliaia di operatori economici nella regione.

Secondo i dati riportati dalla Cgia, in Calabria operano 5.729 agenti di commercio, 2.275 imprese di autotrasporto e 260 tra taxi e servizi Ncc, per un totale di oltre 8mila attività direttamente esposte agli aumenti del costo dei carburanti.

Le province di Cosenza e Reggio Calabria concentrano il maggior numero di imprese e professionisti interessati dal fenomeno.

Accise ridotte, ma lo sconto sul diesel si dimezza

Per fronteggiare il caro carburanti, il Governo Meloni ha adottato, dal 19 marzo scorso, 13 provvedimenti, stanziando complessivamente 2,6 miliardi di euro tra riduzione delle accise e crediti d’imposta destinati ai comparti maggiormente esposti, come autotrasporto, agricoltura e pesca.

Da oggi, però, lo sconto sulle accise del diesel viene ulteriormente ridotto: il taglio passa infatti da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, con il rischio di un ulteriore incremento dei costi per le categorie che ogni giorno dipendono dal carburante.

Camionisti, tassisti e agenti di commercio: costi sempre più difficili da sostenere

Per gli autotrasportatori, il peso economico è aggravato dal fatto che devono anticipare le spese per carburante, pedaggi, manutenzione e personale, mentre i pagamenti delle prestazioni arrivano spesso dopo 90 o 120 giorni.

I taxisti, invece, non possono modificare autonomamente le tariffe, che dipendono dalle deliberazioni comunali, e sono quindi costretti ad assorbire l’aumento dei costi.

Per gli agenti di commercio, infine, l’automobile rappresenta uno strumento di lavoro indispensabile. Con percorrenze che possono superare i 30-40 mila chilometri l’anno, ogni aumento dei prezzi alla pompa si traduce in una riduzione dei margini economici, senza la possibilità di recuperare le maggiori spese nei confronti di clienti o mandanti.

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