30 Agosto 2026
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Caro energia, la Calabria rischia una nuova frenata. Confesercenti : “È in gioco la tenuta economica e sociale”

Microimprese, commercio, ristorazione e strutture ricettive alle prese con l'aumento dei costi e una domanda interna debole. Il rincaro delle bollette potrebbe colpire contemporaneamente imprese e famiglie, frenando ulteriormente i consumi

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Il nuovo aumento dei costi dell’energia rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà del tessuto produttivo calabrese. A lanciare l’allarme è Confesercenti Calabria, che evidenzia come l’impatto del caro energia possa risultare particolarmente pesante in una regione caratterizzata soprattutto dalla presenza di micro e piccole imprese.

Il quadro nazionale offre già numeri significativi. Tra giugno e agosto 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, le imprese italiane del commercio, della somministrazione e dell’accoglienza avrebbero sostenuto circa 870 milioni di euro di spesa energetica aggiuntiva. Gli incrementi delle bollette elettriche hanno superato il 40%, arrivando a sfiorare il 50% per ristoranti e alberghi, con casi in cui l’aumento ha raggiunto il 90%.

Secondo l’associazione, però, non è sufficiente guardare alle percentuali senza considerare le caratteristiche economiche dei diversi territori.

Aloisio: “Lo stesso aumento non pesa allo stesso modo”

A sottolinearlo è Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Calabria, secondo cui l’aumento dei costi deve essere valutato alla luce della maggiore fragilità finanziaria di molte attività regionali. “Questi numeri sono preoccupanti per tutto il Paese, ma dobbiamo essere consapevoli che lo stesso aumento percentuale non ha lo stesso peso in tutti i territori”, afferma Aloisio.

Il presidente regionale di Confesercenti evidenzia come gran parte delle attività calabresi sia composta da imprese di dimensioni ridotte e spesso caratterizzate da una limitata capacità finanziaria. “In Calabria partiamo da condizioni strutturali più difficili. Il nostro sistema produttivo è costituito in larghissima parte da imprese di piccole e piccolissime dimensioni, spesso sottocapitalizzate, che hanno una capacità molto inferiore di assorbire aumenti improvvisi dei costi”, spiega.

La conseguenza può essere particolarmente significativa per negozi, bar, ristoranti e strutture ricettive, per i quali un incremento di diverse migliaia di euro delle spese energetiche può incidere direttamente sull’equilibrio economico dell’attività.

Il rischio di una doppia stretta su imprese e famiglie

Il problema, secondo Confesercenti, non si limita però ai bilanci delle aziende. L’aumento delle bollette coinvolge infatti anche le famiglie calabresi, con il rischio di innescare una riduzione dei consumi. “È questo l’aspetto che ci preoccupa maggiormente”, sottolinea Aloisio. “Da una parte aumentano i costi delle imprese, dall’altra diminuisce il reddito disponibile delle famiglie”.

La maggiore spesa destinata alle utenze energetiche può infatti tradursi in una contrazione delle risorse disponibili per altri acquisti. Una dinamica che rischia di colpire contemporaneamente entrambi i lati del mercato. “Per il commercio, la ristorazione e i servizi significa subire contemporaneamente l’aumento dei costi e la possibile diminuzione dei ricavi”, aggiunge il presidente di Confesercenti Calabria.

Una prospettiva considerata particolarmente delicata in una regione dove la debolezza della domanda interna rappresenta già uno degli ostacoli alla crescita economica.

Confesercenti: “Servono interventi rapidi e accessibili”

Per affrontare l’emergenza non sarebbe sufficiente, secondo l’associazione, affidarsi alla capacità delle singole imprese di assorbire i maggiori costi.

A indicare le possibili direttrici di intervento è Francesco Baggetta, direttore regionale di Confesercenti Calabria. “Non possiamo pensare di affrontare una situazione di questo tipo affidandoci esclusivamente alla capacità di resistenza delle singole imprese”, afferma Baggetta. “Servono strumenti concreti, rapidi e facilmente accessibili, soprattutto per le micro e piccole attività che hanno minori possibilità di assorbire questi aumenti”.

La richiesta riguarda innanzitutto una riduzione del peso del costo dell’energia, della fiscalità e degli oneri che incidono sulle bollette. Parallelamente, secondo Confesercenti, occorre favorire gli investimenti destinati all’efficienza energetica, all’autoproduzione e alla diminuzione strutturale dei consumi.

Efficienza energetica e accesso al credito

La dimensione delle imprese rappresenta però un elemento centrale anche nella progettazione degli incentivi. “È altrettanto importante che le misure siano calibrate sulla reale struttura del sistema produttivo calabrese”, evidenzia Baggetta.

Un piccolo esercizio commerciale o un’attività di somministrazione, viene sottolineato, non dispone delle stesse risorse di una grande azienda per affrontare investimenti complessi. “Servono procedure semplici, incentivi realmente utilizzabili e un accesso al credito che consenta agli imprenditori di programmare gli interventi senza compromettere la liquidità aziendale”, aggiunge il direttore regionale.

L’obiettivo sarebbe quindi quello di combinare sostegno immediato e interventi strutturali, evitando che le imprese siano costrette a utilizzare risorse destinate alla gestione ordinaria per fronteggiare il rincaro dell’energia.

Il rischio di nuovi aumenti dei prezzi

Sul tema è intervenuta anche Confesercenti nazionale, che ha sollecitato interventi sulle componenti Asos e sulla fiscalità dell’energia.

L’associazione segnala inoltre il rischio che l’aumento dei costi venga trasferito almeno in parte sui prezzi finali, contribuendo a una nuova spinta dell’inflazione e aumentando ulteriormente la pressione sui consumatori.

Per Confesercenti Calabria, dunque, il problema non può essere affrontato soltanto come un’emergenza contingente.

Aloisio: “In Calabria è una questione di tenuta economica e sociale”

Il presidente regionale invita a guardare oltre l’attuale fase di aumento dei prezzi dell’energia e a costruire strumenti destinati a rendere il sistema produttivo più resiliente. “La transizione energetica e la nuova instabilità dei mercati ci dicono che probabilmente non siamo davanti a un’emergenza temporanea”, conclude Aloisio.

Da qui la richiesta di interventi strutturali capaci di sostenere le attività maggiormente esposte e, contemporaneamente, proteggere il potere d’acquisto delle famiglie. “Occorre costruire strumenti strutturali che proteggano le imprese più vulnerabili e tutelino il potere d’acquisto delle famiglie. In Calabria questa non è soltanto una questione energetica: è una questione di tenuta economica e sociale”, conclude il presidente di Confesercenti Calabria.

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