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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Delocalizzazione Telecontact, il Pd Catanzaro si schiera con i lavoratori in sciopero: “Una bomba sociale”

Ben 1.600 posti a rischio nella cessione Tim – Dna. Il gruppo consiliare Dem chiede un “tavolo ministeriale e soluzioni urgenti per tutelare occupazione e dignità professionale”

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“Il Partito Democratico al Comune di Catanzaro esprime la sua totale solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Telecontact Center Spa, in sciopero oggi  per protestare contro la cessione del ramo d’azienda da parte del Gruppo TIM alla nuova società Dna Srl. L’operazione, che interessa circa 1.600 dipendenti, distribuiti su diverse sedi in Italia, con una forte concentrazione nel Mezzogiorno e a Catanzaro, solleva fortissime preoccupazioni in merito alla tenuta occupazionale e alla qualità del lavoro nella città Capoluogo di Regione”. E’ quanto afferma il grupp Dem in seno al consiglio comunale di Catanzaro.

“A rischio la qualità dei servizi”

​Il gruppo Pd aggiunge: “E’ da ritenere inaccettabile che un’azienda controllata al 100% da TIM e che svolge da 25 anni un servizio fondamentale di customer care per l’ex monopolista di Stato, venga conferita a una società con un capitale sociale irrisorio (soli 10mila euro), con il timore concreto di una dequalificazione professionale e salariale, e di una potenziale delocalizzazione mascherata. ​La scelta di TIM di esternalizzare il call center, facendolo uscire dal perimetro del Gruppo in un’operazione che non presenta alcun senso industriale, rischia di compromettere la qualità dei servizi e, soprattutto, crea una vera e propria bomba sociale in un territorio ad alta depressione  occupazionale come la Calabria. ​A tal proposito, il Partito Democratico, mediante l’interrogazione presentata a livello parlamentare dal responsabile economico Antonio Misiani, ha già chiesto al Governo e ai Ministri competenti (Imprese e Made in Italy, Lavoro e Infrastrutture) di intervenire con urgenza al fine di ​chiarire il ruolo dello Stato e verificare l’impatto di questa operazione, soprattutto considerando la presenza di Poste Italiane tra gli azionisti di Tim.

“Una responsabilità che non si può ignorare”

Il gruppo conclude: “Anche da Catanzaro si alza forte la richiesta di convocare un Tavolo di crisi ministeriale che coinvolga TIM, i vertici di Dna Srl e le organizzazioni sindacali per ritirare la procedura di cessione e trovare una soluzione che tuteli pienamente i 1.600 lavoratori. ​Non possiamo dunque che essere a fianco della nostra gente in sciopero e vigileremo in tutte le sedi istituzionali affinché il diritto al lavoro e la dignità professionale di queste persone non siano sacrificati sull’altare di miopi strategie finanziarie. TIM ha una responsabilità sociale che non può ignorare”.

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