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25 Maggio 2026
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Processo “Grecale”, Raimondi: “Questa sentenza restituisce serenità e decoro ai professori Tassone e Torella”

Il verdetto di assoluzione riabilita l'operato amministrativo e scientifico dei due docenti e dell'ateneo. Soddisfazione espressa dall'avvocato delle parti: "Si conclude processo che ha generato tanta sofferenza"

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Si chiude con una pronuncia di piena assoluzione il percorso giudiziario in primo grado per due esponenti del corpo docente dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, coinvolti nel procedimento penale denominato “Grecale”. Il Gip del Tribunale ordinario del capoluogo calabrese, Gilda Danila Romano, operando nelle vesti di giudice del rito abbreviato, ha prosciolto da ogni accusa il professor Pierfrancesco Tassone, ordinario di Oncologia, e il professor Daniele Torella, ordinario di Cardiologia. I due accademici dovevano rispondere, a vario titolo, dei reati di falso ideologico e uccisione di animali nell’ambito di un’inchiesta promossa dalla Procura della Repubblica locale che aveva sollevato notevole clamore.

La decisione del tribunale, giunta dopo circa un’ora di camera di consiglio, ha stabilito l’assoluzione per il professor Tassone con la formula ampiamente liberatoria “per non aver commesso il fatto”, mentre per la posizione del professor Torella il magistrato ha pronunciato il verdetto di assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”, respingendo contestualmente le istanze avanzate dalle parti civili costituite che avevano richiesto il risarcimento dei danni. L’esito del processo segna un netto ribaltamento rispetto alle richieste iniziali formulate dal Pubblico Ministero, Saverio Sapia, il quale nella propria discussione finale aveva invocato una condanna a nove mesi di reclusione per Tassone e a due anni e sei mesi di reclusione per Torella. Durante l’udienza di replica, tuttavia, l’organo d’accusa ha modificato la propria iniziale richiesta di pena per il professor Tassone, invocandone l’assoluzione alla luce dell’esame da lui reso e delle deduzioni difensive, mentre ha insistito nella richiesta di condanna per il professor Torella. La difesa dei due cattedratici, sostenuta dall’avvocato Nunzio Raimondi, ha replicato brevemente prima della decisione insistendo sulle conclusioni già depositate.

La posizione della difesa e la tutela dell’ateneo calabrese

Al termine della seduta del tribunale, il difensore dei due docenti universitari, l’avvocato Nunzio Raimondi, ha rilasciato una dettagliata nota per commentare il provvedimento giudiziario, ponendo l’accento sulla fine delle sofferenze personali e sul valore scientifico espresso dai due ordinari.

“Il Giudice dell’udienza preliminare, quale Giudice del rito abbreviato, dott.ssa Gilda Danila Romano, ha emesso oggi sentenza di assoluzione nei confronti del professor Pierfrancesco Tassone e del professor Daniele Torella, imputati rispettivamente dei reati di falso ideologico e uccisione di animali, nel procedimento penale denominato “Grecale” promosso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Catanzaro. Il PM, Saverio Sapia, nella propria discussione finale, aveva richiesto per Tassone la pena di mesi nove di reclusione e per Torella la pena di anni due e mesi sei di reclusione. Le parti civili costituite avevano chiesto tutte il risarcimento del danno. All’odierna udienza, il PM, alla luce dell’esame svolto da Tassone nella scorsa udienza, nonché delle deduzioni difensive di cui alla discussione finale, in sede di replica ha modificato l’iniziale richiesta di pena, invocando l’assoluzione dell’imputato. Viceversa, per la posizione di Torella, il PM ha insistito nella richiesta di condanna già formulata. La difesa dei due cattedratici, sostenuta dall’avvocato Nunzio Raimondi, ha replicato rispetto alle odierne deduzioni del PM ed ha insistito nelle conclusioni già versate nella precedente udienza di discussione. Il Giudice del rito abbreviato, dopo circa un’ora di camera di consiglio, ha emesso sentenza di assoluzione per Tassone, ordinario di Oncologia all’U.M.G. con la formula “per non aver commesso il fatto” e per Torella, ordinario di cardiologia all’U.M.G., con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.

All’esito dell’udienza, Raimondi ha dichiarato: “Si conclude oggi un processo che ha generato tanta sofferenza in entrambi i miei assistiti, persone di specchiatissima moralità e di robusti principi etici. Questa sentenza, che finalmente definisce il merito di una tormentata vicenda processuale, restituisce ad entrambi questi scienziati la serenità ed il decoro che compete, indiscutibilmente suffragati da enormi sacrifici personali e da abnegazione scientifica davvero ragguardevole. Con l’assoluzione di questi due cattedratici, responsabili scientifici di progetti particolarmente importanti per la salute umana, l’Università di Catanzaro si conferma luogo di trasparente e correttissima azione amministrativa e scientifica, di primaria importanza nel campo della ricerca al cospetto anche degli altri atenei calabresi. Innegabilmente, infatti, la furia mediatica che ha fatto seguito a questa indagine, ha coinvolto, insieme alla nostra grande Università, anche scienziati di riconosciuto livello internazionale i quali hanno ricevuto negli anni, unitamente ai loro collaudati staff, plurimi riconoscimenti dalla comunità scientifica internazionale attraverso pubblicazioni dei loro studi sulle più accreditate riviste scientifiche mondiali. Quando la giurisdizione riesce a restituire al bene comune le sue migliori risorse – ha aggiunto Raimondi – fa coincidere il dovuto accertamento della verità con l’assenza di disvalore penale delle condotte e, conseguentemente, elimina il pregiudizio comune intorno a quelle attività connotate da generosità e onorato servizio”.

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