Scattano anche in Calabria le vendite di fine stagione invernali, con l’avvio fissato al 3 gennaio. La cornice temporale è definita: la durata dei saldi è stata stabilita in 60 giorni, un arco che accompagna l’intero periodo di ribassi fino all’inizio della primavera. A fare il punto è un focus di Confcommercio, che riepiloga date, limiti e condizioni valide sul territorio regionale.
Nel quadro normativo regionale resta confermato anche il divieto di vendite promozionali nei 15 giorni precedenti l’inizio ufficiale dei saldi, una misura pensata per evitare sovrapposizioni e garantire trasparenza sui prezzi praticati al pubblico.
Prezzi e sconti: cosa deve essere indicato
Durante i saldi, l’attenzione si concentra sull’indicazione del prezzo, che per legge deve essere chiara e verificabile. I negozianti sono tenuti a mostrare il prezzo normale di vendita, lo sconto applicato e il prezzo finale. Il riferimento, come stabilito dalla normativa nazionale, è il prezzo più basso praticato nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi.
Il focus di Confcommercio richiama inoltre una precisazione rilevante per le regioni dove le vendite promozionali sono consentite tutto l’anno, come Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria, o fino a 15 giorni prima dei saldi, come avviene in Calabria, Puglia e Valle d’Aosta. In questi casi, il prezzo su cui calcolare lo sconto dei saldi deve coincidere con quello dell’eventuale campagna promozionale effettuata immediatamente prima.
Cambi, pagamenti e diritti del consumatore
Un vademecum per acquisti sicuri, diffuso da Federazione Moda Italia-Confcommercio insieme a Confcommercio Imprese per l’Italia, ricorda che il cambio del capo dopo l’acquisto non è un diritto automatico, salvo che il prodotto presenti difetti o non conformità. In queste circostanze, il negoziante è obbligato alla riparazione o sostituzione e, se ciò non è possibile, alla riduzione del prezzo o al rimborso. Il consumatore, però, deve segnalare il vizio entro due mesi dalla scoperta.
La prova dei capi resta affidata alla discrezionalità dell’esercente, mentre sul fronte dei pagamenti viene ribadito l’obbligo di accettare le carte di credito, con un chiaro invito a favorire le soluzioni cashless.
Quali prodotti possono andare in saldo
I prodotti in saldo devono avere un chiaro carattere stagionale o di moda e risultare soggetti a un deprezzamento significativo se non venduti entro un determinato periodo. Si tratta di un principio che delimita il perimetro delle vendite di fine stagione e mira a tutelare il consumatore da offerte improprie o fuorvianti.
Un quadro di regole condivise
Il riepilogo fornito da Confcommercio e dalle organizzazioni di categoria restituisce un quadro uniforme di regole e obblighi che accompagnano l’avvio dei saldi invernali. Date certe, trasparenza sui prezzi e diritti di base del consumatore costituiscono l’ossatura normativa entro cui si muovono negozianti e clienti durante il periodo di ribassi.













