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19 Maggio 2026
19 Maggio 2026
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In Calabria il lavoro è un miraggio: ultima in Italia per qualità dell’occupazione

Precarietà, contratti a termine e lavoro nero: solo il 43% dei lavoratori è soddisfatto. Un giovane su tre ha già smesso di cercare

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In Calabria il lavoro non dà soddisfazioni. A dirlo sono i numeri dell’indagine Bes-Istat 2023, rielaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre: solo il 43,8% degli occupati calabresi si dichiara contento del proprio impiego. È il dato più basso d’Italia, ben al di sotto della media nazionale (51,7%), e racconta di un malessere diffuso che non è solo percezione, ma realtà.

Il tasso di occupazione è tra i più bassi d’Europa

Appena il 48,4% delle persone tra i 20 e i 64 anni ha un lavoro. È un dato che colloca la Calabria agli ultimi posti in Italia, alla pari con la Campania, e poco sotto la Sicilia. Una disoccupazione strutturale che continua a colpire intere generazioni e che alimenta scoraggiamento e fuga di giovani verso il Nord o all’estero.

Precarietà cronica: un quarto con contratti a termine da oltre 5 anni

Chi riesce a lavorare, spesso lo fa in condizioni instabili e senza prospettive: il 25,5% degli occupati calabresi ha un contratto a termine da oltre cinque anni. È uno dei dati più alti del Paese. In Lombardia, per confronto, la percentuale è meno della metà: 10,7%.

Record di lavoro nero: 1 su 5 è irregolare

La piaga del lavoro sommerso in Calabria non accenna a diminuire: il 19,6% dei lavoratori è impiegato in nero o in condizioni non regolari. È il tasso più alto d’Italia e ha ricadute pesanti: meno tutele, meno contributi, meno dignità. Una spirale che alimenta povertà, insicurezza e sfiducia nelle istituzioni.

Smart working? In Calabria resta un lusso per pochi

Mentre in regioni come il Lazio oltre il 20% dei lavoratori può accedere a forme di lavoro agile, nel Sud la situazione è completamente diversa. La Calabria non è citata direttamente nei dati, ma il contesto è chiaro: smart working quasi inesistente, con percentuali simili a quelle pugliesi, ferme al 5,4%.

Uno su tre non lavora e non cerca: è il “grande abbandono”

Il 32,1% delle persone in età lavorativa in Calabria non solo non ha un impiego, ma non lo cerca nemmeno. È uno dei tassi più alti d’Italia, subito dietro Sicilia e Campania. Un dato che segnala rassegnazione e sfiducia totale verso il mercato del lavoro locale, e che rappresenta una sconfitta per tutta la società.

Il Nord corre, il Sud resta indietro

La distanza tra Nord e Sud non si misura più solo in termini economici o infrastrutturali, ma anche nella qualità del lavoro. In cima alla classifica ci sono Lombardia, Trentino, Veneto e Friuli. In fondo, ancora una volta, la Calabria. Dove lavorare, spesso, non basta per sentirsi parte del futuro.

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