Secondo il nuovo studio condotto da Adobe Acrobat nell’ambito dell’indagine nazionale “L’ascesa dell’IA per i documenti”, i lavoratori in Calabria guadagnano in media 2,4 ore a settimana grazie all’utilizzo dell’IA, impiegata soprattutto per la sintesi o riassunto di documenti (38%), l’analisi ed estrazione dati da testi (33%), la traduzione di contenuti (29%) e la creazione di report (29%).
Gli ostacoli principali
A spingere i lavoratori calabresi verso un atteggiamento di cautela sono prima di tutto la qualità dell’output, la scelta degli strumenti e il valore del lavoro umano: il 20% dei lavoratori esprime forte preoccupazione per la correttezza e i possibili errori nei contenuti generati dall’IA; il 16% evidenzia un’incertezza o confusione su quali strumenti di IA sia meglio utilizzare; il 12% mostra una netta preferenza per il fattore umano rispetto ai contenuti creati dall’intelligenza artificiale.
Il nodo della condivisione dei dati sensibili
Sul fronte della riservatezza delle informazioni aziendali e personali, se da un lato oltre la metà degli intervistati (53%) si dichiara a proprio agio nel condividere documenti sensibili o di lavoro con gli strumenti di IA, ben il 31% esprime invece forte diffidenza o cautela. Per questo motivo, la formazione continua resta una leva strategica per superare le perplessità sull’affidabilità dei contenuti e garantire un uso sempre più sicuro e consapevole delle nuove tecnologie sul territorio regionale.














