14 Ottobre 2026
14 Ottobre 2026
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità

Droga pagata con reddito di cittadinanza nel Catanzarese: scattano 24 misure cautelari. Sequestrato un bar (NOMI-VIDEO)

L’inchiesta “Social Card” svela una rete con ruoli distinti tra corrieri, grossisti e spacciatori. Nel locale si consumava cocaina anche in cucina. Gli indagati sono complessivamente 28. Ecco di chi si tratta

Pubblicità – lnx.calabriasposi.com
Pubblicità – autobencivenni.com
Pubblicità

Una rete che trafficava droga in diversi comuni della provincia e si faceva pagare anche attraverso le carte del reddito di cittadinanza, talvolta consegnate direttamente agli spacciatori per prelevare il denaro. È la ricostruzione al centro dell’operazione “Social Card”, eseguita nella mattinata di oggi dai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro tra le province di Catanzaro e Vicenza sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia.

Il provvedimento cautelare, emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura distrettuale antimafia, riguarda 24 persone: 12 destinatarie della custodia in carcere, 9 degli arresti domiciliari e 3 dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le contestazioni ipotizzate, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga e detenzione illegale di armi e munizioni.

I nomi degli indagati

Nell’inchiesta risultano 28 indagati. Si tratta di Danilo Aloisio, 37 anni, di Badolato; Simone Aloisio, 30 anni, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio; Raffaele Bertuca, 49 anni, di Cortale; Patrizio Bevilacqua, 43 anni, di Catanzaro; Francesco Bressi, 36 anni, di Isca sullo Ionio; Nicola Cosentino, 50 anni, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio; Brunello Mario Cristofaro, 60 anni, di Cortale; Davide De Santis, 29 anni, di Cortale; Stefano Doria, 48 anni, di Catanzaro; Giuseppe Ferro, 24 anni, di Borgia; Rocco Grenci, 29 anni, di Cortale; Nicola Lombardo, 39 anni, di Vallefiorita; Luigi Mancuso, 43 anni, di Catanzaro; Mariano Mancuso, 54 anni, di Catanzaro; Kledjan Perja, 33 anni, di Girifalco; Aurelio Rocco Petrilli, 55 anni, di Girifalco; Santino Puccio, 65 anni, di Botricello; Davide Riga, 43 anni, di Cortale; Antonio Saraceno, 48 anni, residente a Longi (Messina) e domiciliato di fatto a Girifalco; Giovanni Saraceno, 33 anni, di Girifalco; Giovanni, Johnny Saraceno, 23 anni, di Girifalco;Nicholas Scerbo, 30 anni, di Caraffa; Nadia Squillacioti, 33 anni, di Girifalco; Salvatore Stranieri, 41 anni, di Amaroni; Giuseppe Strati, 33 anni, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio; Manuel Suppa, 30 anni, di Cortale; Danilo Domenico Tassone, 34 anni, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio e Mosè Vono, 43 anni, di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio.

Le carte consegnate agli spacciatori

Il nome “Social Card” richiama uno degli aspetti emersi dalle investigazioni: l’utilizzo, da parte di consumatori e presunti pusher, delle carte prepagate legate al reddito di cittadinanza come strumento di pagamento della droga. Secondo quanto riferito dalla Dda, in alcuni casi le tessere venivano consegnate agli spacciatori, che le utilizzavano per prelevare autonomamente il corrispettivo dello stupefacente ceduto. Molte carte sono state sottoposte a sequestro. Un meccanismo che, nella ricostruzione investigativa, avrebbe dirottato risorse pubbliche verso il mercato illecito.

Il telefono sequestrato e i due gruppi

L’indagine, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri della Compagnia di Girifalco, si è sviluppata attraverso attività investigative tradizionali, servizi sul territorio e riscontri “sul campo”. Il punto di partenza è stato l’esame della copia forense di un telefono sequestrato a una persona arrestata per spaccio ad Amaroni. L’analisi avrebbe consentito di individuare due gruppi distinti. Uno, attivo principalmente a Girifalco e nei comuni limitrofi, era già stato colpito da un’operazione culminata nel maggio 2024 con l’esecuzione di otto misure cautelari. Il filone al centro dell’intervento odierno riguarda invece un diverso e autonomo presunto gruppo, che avrebbe avuto il proprio centro operativo a Cortale, estendendo la rete di distribuzione su gran parte della provincia catanzarese.

Da Cortale alla costa ionica

Secondo l’accusa, il gruppo disponeva di una struttura organizzata e stabile, con compiti assegnati ai presunti componenti: corrieri, grossisti, pusher, staffette, custodi e addetti al recupero dei crediti. La presenza di referenti per le singole ramificazioni territoriali avrebbe consentito di estendere l’attività dall’entroterra alla costa ionica catanzarese. Le investigazioni hanno interessato Girifalco e Amaroni, il territorio urbano di Catanzaro, Vallefiorita e Squillace, oltre all’area di Soverato, con Badolato, Davoli e Sant’Andrea Apostolo sullo Ionio, e al comune di Botricello. Sempre nella ricostruzione degli investigatori, gli arresti effettuati durante l’indagine non avrebbero interrotto l’attività: il gruppo sarebbe riuscito a riorganizzarsi rapidamente, mantenendo operativa la rete di spaccio.

L’attività sequestrata e la cucina per consumare cocaina

Contestualmente alle misure personali, i carabinieri hanno eseguito il sequestro preventivo di un’attività economica che, secondo l’accusa, veniva utilizzata come deposito e punto di riferimento per lo spaccio. Nella cucina retrostante sarebbe stato consentito agli avventori di consumare cocaina sul posto. Un dettaglio che emerge dal comunicato della Procura e che descrive l’uso del locale ricostruito dagli investigatori.

La base logistica e la pistola con matricola abrasa

Nel corso delle indagini è stata individuata anche una base logistica nella quale, secondo quanto riferito dalla Dda, erano custoditi e occultati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti di diversa natura. All’interno è stata trovata una pistola con matricola abrasa, munita di filettatura all’estremità della canna per il montaggio di un silenziatore, insieme al relativo munizionamento. Droga e arma sono state sequestrate.

Complessivamente, durante le investigazioni e gli arresti in flagranza, sono stati sequestrati oltre 4 chili di cocaina, 6,7 chili di marijuana e 0,3 chili di hashish, oltre a una pistola e dieci proiettili calibro 7,65. Secondo la stima riportata dalla Procura, lo stupefacente sottratto al mercato al dettaglio avrebbe avuto un valore di circa 500mila euro.

Pubblicità – facebook.com
Pubblicità – scaranogroup.it

ARTICOLI CORRELATI

Pubblicità
Pubblicità – cisal.org
Pubblicità – autobencivenni.com

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità – micheleaffidato.it
× Sponsor