2 Settembre 2026
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Nasce la “Carta di Calabria”: da Corigliano-Rossano il patto nazionale per il futuro dell’olivicoltura italiana

Presentata durante la Convention Nazionale delle Città dell'Olio, la Carta definisce una strategia per tutelare il paesaggio, sostenere le imprese e garantire il ricambio generazionale nel settore olivicolo

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La Carta di Calabria rappresenta il risultato più significativo della Convention Nazionale delle Città dell’Olio, tenutasi a Corigliano-Rossano. Per la prima volta, la rete dei 560 enti pubblici olivicoli italiani ha unito le forze per dotarsi di un documento programmatico che coniuga una visione di lungo periodo, la Visione 2030, con impegni operativi immediati.

Firmato nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, il documento rivendica un fondamento costituzionale per l’olivicoltura: un oliveto ben curato non è solo un elemento agricolo, ma la traduzione pratica degli articoli 9 (tutela del paesaggio e della biodiversità), 4 (lavoro) e 32 (salute) della Costituzione.

Il nodo del futuro: chi raccoglierà le olive nel 2050?

Il tema centrale, sollevato dai tavoli delle Comunità dell’Olio, è urgente: l’età media dei produttori aumenta e il rischio di abbandono delle terre è elevato. La Carta risponde con impegni concreti, tra cui il censimento delle varietà autoctone, il recupero di aree abbandonate per ogni Comunità e percorsi dedicati ai giovani. Come sottolineato nel documento, “il paesaggio esiste perché esiste chi lo coltiva. Senza imprese agricole economicamente sostenibili non c’è tutela, non c’è biodiversità, non c’è oleoturismo“.

Le voci dei protagonisti

L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo istituzionale, accademico e produttivo. Il Sottosegretario di Stato al MASAF, Patrizio Giacomo La Pietra, ha espresso pieno supporto alla visione del documento: “L’olivicoltura è centrale nella Carta di Calabria e ne ridisegna il ruolo futuro, con una visione che io e il ministro Lollobrigida ci sentiamo di sposare appieno”.
Il Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Michele Sonnessa, ha definito il documento un impegno solenne: “Un oliveto curato è un atto repubblicano, perché tiene insieme il paesaggio, il lavoro e la salute che la Costituzione ci affida. Per questo chiediamo che i Comuni olivicoli siano riconosciuti come protagonisti della filiera”.

L’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, ha evidenziato l’importanza del ruolo regionale: “La Carta di Calabria rappresenta molto più di un documento programmatico: è l’impegno condiviso a costruire una nuova stagione per l’olivicoltura italiana”. Infine, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha concluso con orgoglio: “Da qui si lancia un messaggio all’intero Paese: i territori possono diventare protagonisti di un modello di sviluppo che valorizza identità, ambiente, cultura e imprese“.

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