Il mercato del lavoro italiano registra una decisa accelerazione della componente meridionale, che si posiziona come il principale motore della crescita occupazionale del Paese per la stagione estiva. Le ultime rilevazioni statistiche delineano un quadro di forte vitalità per le regioni del Sud, evidenziando una controtendenza positiva rispetto ai tradizionali divari geografici ed economici.
Sul tema è intervenuto direttamente il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra: “Il Mezzogiorno si conferma l’area più dinamica del Paese sul fronte dell’occupazione, come dimostrano i circa 200mila nuovi contratti previsti per il mese di luglio. È chiaro che il saldo occupazionale netto dipenderà anche dalle cessazioni ma il dato conferma la vitalità del mercato del lavoro meridionale: oltre un nuovo contratto su tre previsto in Italia riguarda il Mezzogiorno, che è anche l’unica macroarea del Paese a registrare un incremento delle nuove attivazioni di lavoro rispetto a luglio dello scorso anno. A dirlo sono i dati del Bollettino Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro”.
Le stime trimestrali e il consolidamento della serie storica
Le proiezioni a medio termine confermano come l’exploit di luglio non sia un fenomeno isolato o esclusivamente legato alla stagionalità, bensì il risultato di un trend strutturale che si protrae ormai da diverse stagioni economiche, stabilizzando i flussi di assunzione anche per la fine dell’estate.
“Anche le previsioni per i prossimi mesi restano incoraggianti: nel trimestre luglio-settembre sono previste 480mila nuove posizioni nel Mezzogiorno. Una dinamica che consolida una serie storica positiva: per il quinto anno consecutivo il Sud cresce più del Centro-Nord sul fronte dell’occupazione”.
L’impatto della ZES Unica sul tessuto imprenditoriale
Tra i fattori determinanti di questa espansione occupazionale spicca il ruolo dei nuovi strumenti di governance territoriale e semplificazione amministrativa, capaci di attrarre capitali e generare contratti stabili attraverso lo sblocco di importanti investimenti industriali.
“A sostenere questa dinamica contribuisce la ZES Unica. Solo nei primi sei mesi del 2026 sono state rilasciate 415 Autorizzazioni Uniche, con un impatto stimato di circa 20mila ricadute occupazionali, che portano il totale a oltre 65mila dall’introduzione della ZES Unica nel 2024. Dati che confermano l’efficacia di una strategia fondata su sostegno alle imprese, investimenti, incentivi e lavoro stabile”, conclude il Sottosegretario Sbarra.










