Il Consorzio Autolinee TPL interviene pubblicamente sulla vicenda che riguarda il fallimento di Amaco Spa, con una nota firmata dal presidente Mario Carlomagno e diffusa nella giornata odierna per chiarire alcuni aspetti emersi nel dibattito delle ultime settimane.
Carlomagno ricorda che il Consorzio si è aggiudicato, nel marzo 2026, il ramo d’azienda del Trasporto Pubblico Locale nell’ambito della procedura a evidenza pubblica gestita dalla Curatela fallimentare di Amaco Spa. L’operazione, precisa, prevedeva inizialmente l’assorbimento di 95 lavoratori, in linea con il perimetro del ramo aziendale posto in vendita.
La proposta per l’assorbimento di tutti i dipendenti
Nel documento viene ricostruito anche il percorso di confronto con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei lavoratori. Secondo quanto riferisce il presidente del Consorzio, nel corso di sette incontri di esame congiunto si sarebbe arrivati, il 16 giugno 2026, a una proposta definitiva che prevedeva l’assunzione di tutti i 108 dipendenti di Amaco, compresi quelli non direttamente appartenenti al ramo del trasporto pubblico locale.
L’ipotesi illustrata dal Consorzio prevedeva la costituzione di una nuova società interamente partecipata dal Consorzio stesso, con il mantenimento degli attuali trattamenti economici, contrattuali, normativi e retributivi del personale coinvolto.
Sempre secondo la ricostruzione contenuta nella nota, tale soluzione avrebbe consentito anche l’applicazione della clausola sociale in vista della futura gara relativa alla gestione delle aree di parcheggio del Comune di Cosenza.
Il mancato accordo con le organizzazioni sindacali
Il presidente Carlomagno sostiene che, ad eccezione della FIT CISL, le altre organizzazioni sindacali avrebbero comunicato il 23 giugno 2026 la propria indisponibilità sia ad accettare la proposta sia a proseguire il confronto. Una scelta che, secondo il Consorzio, avrebbe determinato l’esito negativo dell’esame congiunto, formalizzato il 1° luglio 2026.
Nella nota, Carlomagno afferma: «L’assunzione di questa repentina ed inaspettata posizione sindacale, mai emersa in nessuno dei precedenti incontri ed anche a fronte della presenza delle integrali garanzie occupazionali e sociali, non trova spiegazione all’interno della procedura e si potrebbe ritenere dunque correlata all’intervento di elementi estranei alla procedura stessa».
Si tratta di una dichiarazione attribuita esclusivamente al presidente del Consorzio Autolinee TPL, contenuta nella nota diffusa oggi, e che rappresenta la posizione del Consorzio sulla vicenda.
Carlomagno aggiunge inoltre che, dopo la successiva comunicazione della Curatela fallimentare relativa alla possibilità di acquisire l’intera Amaco Spa secondo condizioni differenti rispetto a quelle originarie, il Consorzio si è riservato di svolgere le necessarie valutazioni interne prima di assumere eventuali decisioni.
Le prospettive indicate dal presidente Carlomagno
Nella parte conclusiva del documento, il presidente del Consorzio ribadisce che l’obiettivo perseguito fin dall’inizio era quello di rilanciare una società in stato di fallimento, salvaguardando le professionalità esistenti e favorendo lo sviluppo del trasporto pubblico locale.
Tra gli elementi richiamati viene citata anche la recente intesa tra i Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero sul progetto BRT (Bus Rapid Transit), considerata dal Consorzio coerente con il percorso industriale prospettato.
Carlomagno conclude esprimendo rammarico per il mancato accordo: “Spiace che non si sia colto lo spirito della proposta del Consorzio Autolinee TPL e le concrete possibilità di rilancio di una azienda fallita nell’ambito di un progetto di ampio respiro e prospettiva che, allo stato, potrà realizzarsi solo con l’utilizzo dell’esercizio delle linee affidate al Consorzio Autolinee TPL”. La nota si chiude precisando che sono attualmente in corso valutazioni di carattere tecnico, produttivo e organizzativo finalizzate a verificare i possibili sviluppi della vicenda.










