Il settore della pesca in Calabria è in forte sofferenza dopo i danni provocati dai recenti cicloni. A lanciare l’allarme è Salvatore Martilotti del “Comitato Pescatori Calabria”, che parla di comparto “in ginocchio” e chiede interventi immediati.
“Bene l’attenzione dei rappresentanti istituzionali – afferma – ma auspichiamo che non si tratti di semplici promesse. In passato a dichiarazioni di intenti non sono seguiti atti concreti”.
Non solo maltempo: crisi che parte da lontano
Secondo il Comitato, la situazione attuale si inserisce in una crisi più ampia, legata a problemi strutturali mai risolti e a politiche comunitarie ritenute non adeguate alla specificità della pesca calabrese.
Nel mirino anche la mancata piena attuazione della Legge Regionale n. 27 del 12 novembre 2004, che – secondo quanto evidenziato – non avrebbe prodotto una programmazione efficace basata su obiettivi chiari, strumenti di attuazione e sistemi di verifica dei risultati, come raccomandato anche dalle istituzioni europee nella gestione dei fondi destinati al comparto.
La richiesta: stato di crisi e Piano straordinario
Il Comitato individua una strada precisa: la dichiarazione dello stato di crisi regionale e il varo di un “Piano Pesca Straordinario” per attivare misure socioeconomiche a sostegno di imprese, pescatori e famiglie.
“In questo momento – si legge nella nota – le imprese hanno bisogno di una boccata d’ossigeno. Solo con azioni concrete e immediate si può invertire la rotta e rilanciare un settore strategico per le comunità costiere calabresi”.
La richiesta è rivolta alla Regione Calabria, chiamata ad assumere iniziative urgenti per garantire continuità e prospettive di sviluppo al comparto ittico regionale.












