21 Settembre 2026
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“La formazione non è più un’opzione”: la Calabria scommette sull’innovazione dell’olio

L'Academy Olivo in Campo punta su monitoraggio, innovazione e formazione per rafforzare una delle filiere agricole regionali

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Il futuro dell’olivicoltura calabrese passa dalla capacità di innovare, formarsi e trasformare il patrimonio produttivo regionale in maggiore competitività. È questo il filo conduttore di Academy Olivo in Campo Calabria, l’iniziativa promossa dalla Regione Calabria e da Arsac, in collaborazione con L’Informatore Agrario, presentata oggi e in programma l’1 e 2 ottobre.

L’appuntamento nasce con l’obiettivo di portare il confronto direttamente nei luoghi della produzione, coinvolgendo agricoltori, imprenditori, tecnici, agronomi, frantoiani e operatori della filiera. Un settore che deve confrontarsi con l’andamento dei mercati, l’aumento dei costi, i cambiamenti climatici, le nuove esigenze produttive e le problematiche fitosanitarie.

Al centro dell’iniziativa c’è quindi una parola chiave: conoscenza. Per la Regione, infatti, gli investimenti in tecnologie e modernizzazione possono produrre risultati concreti soltanto se accompagnati da una adeguata formazione degli operatori.

Gallo: “La tradizione da sola non può bastare”

A sottolineare la necessità di un cambio di passo è l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che lega la competitività dell’olivicoltura alla capacità di leggere i mercati e anticipare i cambiamenti.

“La difficile congiuntura dei prezzi ci ricorda che la competitività non può dipendere soltanto dalla quantità prodotta. Dobbiamo essere capaci di leggere i mercati, intercettare i cambiamenti nei consumi, rafforzare la qualità, la tracciabilità, la distintività delle nostre produzioni e costruire filiere più forti, organizzate e capaci di creare valore”, ha sottolineato Gallo.

L’assessore ha evidenziato il patrimonio rappresentato dalla biodiversità, dalle varietà autoctone, dai paesaggi e dalle competenze presenti in Calabria, ma ha anche posto l’accento sulla necessità di affiancare alla tradizione nuovi strumenti.

“La tradizione, da sola, non può bastare. Dobbiamo avere la capacità di trasformare questo patrimonio in un modello moderno di olivicoltura, capace di competere in Italia e sui mercati internazionali”, ha aggiunto.

In questo quadro, Academy Olivo in Campo viene presentata come uno spazio di confronto tra produzione, ricerca, tecnici, istituzioni e imprese, con l’obiettivo di individuare risposte concrete alle trasformazioni del settore.

Efficienza, agricoltura di precisione e sostenibilità

Innovare, però, non significa soltanto introdurre nuove tecnologie. Per il comparto significa soprattutto riuscire a ridurre i costi, utilizzare in maniera più efficiente acqua e risorse, migliorare la qualità delle produzioni e rendere più sostenibile economicamente l’attività agricola.

È il tema evidenziato da Giuseppe Iiritano, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria.

“Occorre produrre meglio, con maggiore efficienza, qualità e sostenibilità”, ha dichiarato, indicando tra le priorità la conoscenza dei nuovi sistemi di impianto e gestione degli oliveti, la meccanizzazione, gli strumenti dell’agricoltura di precisione, una migliore gestione dell’acqua e del suolo e una maggiore tempestività negli interventi contro le criticità fitosanitarie.

Tra le questioni affrontate anche la presenza dei primi segnali relativi alla Xylella sul territorio regionale. Un fenomeno che, secondo Iiritano, deve essere affrontato “con la strada della conoscenza, del monitoraggio, della ricerca e della prevenzione, senza allarmismi ma con la massima attenzione e capacità di intervento”.

La formazione direttamente negli oliveti

Una delle caratteristiche dell’Academy sarà proprio il trasferimento della formazione direttamente nei luoghi della produzione.

La prima giornata, l’1 ottobre, si svolgerà presso l’azienda agricola Statti di Lamezia Terme, dove sono previste attività e dimostrazioni pratiche in campo con il contributo di esperti e professionisti del settore.

Il 2 ottobre, invece, il confronto si sposterà alla Cittadella regionale Jole Santelli di Catanzaro, dove il programma allargherà lo sguardo alle strategie di sviluppo della filiera, ai mercati e alle politiche per il rilancio dell’olivicoltura.

Una formula pensata per collegare la dimensione teorica alle esigenze quotidiane delle aziende agricole, in un momento nel quale il comparto deve fare i conti anche con quotazioni, giacenze e necessità di liquidità.

La qualità dell’olio nasce già nell’oliveto

Un altro asse centrale dell’iniziativa riguarda la qualità dell’olio extravergine di oliva. Una qualità che, secondo l’impostazione dell’Academy, non può essere considerata soltanto una caratteristica del prodotto finito, ma deve essere costruita lungo l’intero processo produttivo.

Dalla salute delle piante alla gestione del suolo e dell’acqua, dalle modalità di raccolta alla trasformazione e conservazione delle olive: ogni fase può incidere sul risultato finale.

Per questo l’obiettivo è mettere in relazione competenze agronomiche, tecnologia e cultura dell’olio, aumentando la consapevolezza degli stessi produttori sul valore delle proprie produzioni.

Caligiuri: “Promuovere l’olio significa promuovere il territorio”

Per Fulvia Caligiuri, direttrice generale dell’Arsac, la promozione rappresenta un ulteriore elemento della strategia di rilancio.

“In una fase complessa per il mercato dell’olio, promuovere l’olivicoltura calabrese significa innanzitutto dare valore al lavoro dei nostri produttori e alla qualità di un patrimonio che appartiene alla storia e all’identità della Calabria”, ha affermato.

Non basta, dunque, produrre un olio di qualità. Secondo Caligiuri, è necessario anche “saperlo raccontare, farne conoscere l’unicità, le varietà, i territori e il valore ambientale e culturale che porta con sé”.

La promozione diventa così uno strumento di competitività, capace di avvicinare il consumatore alle produzioni calabresi e di creare nuove opportunità sui mercati nazionali e internazionali.

Istituzioni, organizzazioni agricole e ricerca insieme

Academy Olivo in Campo Calabria punta inoltre a costruire un confronto il più possibile ampio tra i diversi protagonisti della filiera.

All’iniziativa partecipano le principali organizzazioni professionali agricole regionali, tra cui Confagricoltura, Coldiretti, CIA e Copagri, insieme agli Ordini professionali degli agronomi e forestali, ai tecnici, alle imprese e al mondo della ricerca.

Un modello di collaborazione richiamato anche da Elisabetta Santoianni, presidente della VI Commissione del Consiglio regionale della Calabria.

“L’olivicoltura calabrese rappresenta molto più di una filiera produttiva: è economia, lavoro, identità e presidio dei nostri territori», ha dichiarato Santoianni, sottolineando la necessità di rafforzare il sostegno alle imprese e creare le condizioni affinché «qualità, innovazione e promozione possano tradursi in maggiore competitività”.

Dall’agricoltura 4.0 alla gestione del suolo: le tecnologie al servizio dei produttori

L’Academy punta infine a rendere accessibili agli agricoltori strumenti e conoscenze che spesso rimangono confinati agli ambienti della ricerca e della sperimentazione.

Tra gli argomenti che saranno affrontati figurano sensoristica, sistemi di supporto alle decisioni, agricoltura 4.0, irrigazione efficiente, gestione del suolo, nutrizione, biosolution, meccanizzazione, nuovi modelli colturali e sistemi di impianto.

Per Antonio Boschetti, direttore responsabile de L’Informatore Agrario, proprio in una fase caratterizzata dalla pressione sui prezzi, dall’aumento dei costi di produzione, dai cambiamenti climatici e dalle nuove sfide fitosanitarie, «la formazione e l’innovazione non sono più un’opzione: sono una necessità».

L’obiettivo, ha spiegato, è fare in modo che le innovazioni diventino «strumenti comprensibili e utilizzabili dall’agricoltore», trasformando la ricerca e la tecnologia in conoscenze concretamente applicabili nelle aziende.

L’1 e 2 ottobre la Calabria guarda al futuro dell’olio

La due giorni di Academy Olivo in Campo Calabria si presenta quindi come un momento di confronto su una filiera che rappresenta una componente importante dell’economia e dell’identità regionale.

L’appuntamento tra l’azienda agricola Statti di Lamezia Terme e la Cittadella regionale di Catanzaro metterà al centro campo, formazione, innovazione e strategie di sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’olivicoltura calabrese di affrontare un mercato sempre più complesso.

La sfida indicata dalla Regione è quella di trasformare il patrimonio olivicolo esistente in una leva ancora più forte di sviluppo economico, sostenibilità e valorizzazione territoriale, affiancando agli investimenti pubblici una maggiore capacità di aggiornamento e trasferimento delle conoscenze.

Perché, nella prospettiva dell’Academy, il futuro dell’olio calabrese non dipenderà soltanto dalla quantità di olive prodotte, ma anche dalla capacità di innovare, migliorare la qualità, ridurre i costi e valorizzare sui mercati il patrimonio agricolo della Calabria.

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