2 Settembre 2026
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Sostenibilità, la sfida della Calabria passa dalle piccole imprese: edilizia da riqualificare, innovazione e green

Il report di Confartigianato Calabria fotografa una regione con un patrimonio edilizio e un parco auto tra i più vecchi d'Italia, ma anche con migliaia di imprese che investono in transizione ecologica, innovazione ed economia circolare

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La transizione ecologica e digitale della Calabria passa dalle micro e piccole imprese. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Imprese Calabria, presentato nell’ambito del Forum nazionale sulla sostenibilità, che fotografa una regione chiamata ad affrontare importanti criticità strutturali ma anche ricca di opportunità grazie al ruolo dell’artigianato, dell’innovazione e dell’economia verde.

Una Calabria tra criticità e opportunità

L’analisi evidenzia come la regione debba fare i conti con un patrimonio edilizio datato e con un territorio fragile. Il 67,9% delle abitazioni è stato costruito prima del 1980, quindi prima dell’introduzione delle moderne norme sull’efficienza energetica, mentre il 56,3% degli edifici rientra nelle classi energetiche meno performanti.

A ciò si aggiunge la vulnerabilità del territorio: il 2,4% della superficie regionale è classificato a elevata pericolosità da frana e il 17,2% è interessato da rischio di allagamento, rendendo sempre più necessari interventi di riqualificazione, prevenzione e messa in sicurezza.

Mobilità ancora indietro, elettrico quasi assente

Anche il settore della mobilità mostra un forte ritardo nella transizione ambientale.

Secondo il report, quasi tre automobili su quattro (73,4%) hanno oltre dieci anni di vita, mentre le auto elettriche rappresentano appena lo 0,30% del parco circolante, una delle percentuali più basse a livello nazionale.

In questo scenario, le imprese artigiane sono chiamate a svolgere un ruolo decisivo sia nella riqualificazione degli edifici sia nell’accompagnare cittadini e aziende verso modelli più sostenibili.

Oltre 23 mila imprese impegnate nella sostenibilità

Il report mette in luce il peso del sistema produttivo calabrese nella transizione ecologica.

Sono 23.148 le imprese attive nella protezione e nella cura del territorio, quasi la metà delle quali artigiane. A queste si affiancano 2.416 aziende della filiera delle energie rinnovabili, 5.551 imprese dell’economia circolare e 6.832 attività del comparto automotive.

Le micro e piccole imprese rappresentano inoltre l’83% della domanda di lavoro regionale e continuano a investire nell’innovazione: nel 69% dei casi hanno effettuato investimenti in digitalizzazione nel corso del 2025.

Segnali positivi arrivano anche dall’imprenditoria giovanile: oltre un’impresa su tre tra quelle nate nell’ultimo anno è guidata da un under 35.

Le province: Reggio guida il digitale, Catanzaro l’elettrico

L’Osservatorio offre anche una fotografia territoriale.

Reggio Calabria registra la più alta quota di abitazioni costruite prima del 1980 (69,3%) ed è la provincia dove le micro e piccole imprese hanno investito maggiormente nella digitalizzazione (73,3%). Inoltre, si distingue per la più elevata specializzazione artigiana nell’economia circolare, con il 78,3% delle imprese del comparto.

Cosenza concentra il maggior numero di imprese impegnate nella tutela del territorio (8.494) e nella filiera delle energie rinnovabili (922), oltre a registrare la maggiore incidenza di edifici nelle classi energetiche meno efficienti (59,1%).

Vibo Valentia detiene il primato del parco auto più anziano (75,4%), mentre Catanzaro è la provincia con la maggiore diffusione di vetture elettriche (0,37%).

Ascioti: “Le imprese sono già protagoniste della transizione

Per il presidente di Confartigianato Imprese Calabria, Salvatore Ascioti, il report racconta una realtà diversa da quella spesso descritta.

“Questo report racconta una Calabria che troppo spesso viene descritta solo attraverso le sue difficoltà, ma che possiede un patrimonio straordinario di competenze, imprese e capacità di innovazione. Le nostre micro e piccole imprese stanno già contribuendo alla transizione ecologica e digitale, investono, creano occupazione, custodiscono il territorio e mantengono vivi i centri urbani e le aree interne”.

Secondo Ascioti, è ora necessario accompagnare questo percorso con politiche adeguate.

“Occorrono politiche lungimiranti, strumenti semplici e investimenti mirati. La sostenibilità non rappresenta un costo, ma un’opportunità concreta di crescita economica, competitività e sviluppo per tutta la Calabria”, conclude il presidente di Confartigianato.

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