8 Luglio 2026
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Sviluppo sostenibile, la Calabria tra luci e ombre nel rapporto Istat: male su povertà e crescita, meglio sul fronte ambientale

Il Rapporto Sdgs 2026 fotografa il divario regionale: la Calabria resta in difficoltà negli indicatori sociali ed economici, ma registra risultati più favorevoli in diversi ambiti legati alla tutela del territorio

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La Calabria resta una delle regioni più fragili sul piano sociale ed economico, ma mostra segnali relativamente positivi su diversi indicatori ambientali. È il quadro che emerge dall’aggiornamento del Rapporto Sdgs 2026 dell’Istat, dedicato al monitoraggio dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
L’analisi, realizzata sulla base di 146 misure statistiche riferite all’ultimo anno disponibile, evidenzia una forte differenziazione territoriale: alcune aree del Paese presentano livelli di sviluppo più avanzati, mentre altre mostrano criticità persistenti.

Calabria in difficoltà sul fronte della povertà

Tra gli ambiti più critici per la regione emerge quello legato all’area People, che comprende gli obiettivi relativi alle condizioni di vita e al benessere delle persone.
In particolare, l’Istat segnala che il Goal 1 “Povertà zero” è l’obiettivo con la maggiore variabilità territoriale: le regioni del Nord, con l’eccezione della Liguria, si collocano generalmente sopra la media nazionale, mentre nel Mezzogiorno permangono difficoltà significative.
Tra le regioni maggiormente penalizzate vengono indicate Campania e Calabria, che continuano a registrare livelli di fragilità superiori alla media italiana.

Sul territorio segnali migliori per ambiente e biodiversità

Se gli indicatori sociali ed economici confermano il divario storico tra Nord e Sud, il quadro cambia quando si guarda all’area Planet, dedicata alla sostenibilità ambientale.
Secondo l’Istat, per molte misure ambientali il Mezzogiorno presenta risultati relativamente più favorevoli rispetto al Nord.
In particolare, gli obiettivi legati alla vita sott’acqua (Goal 14) e alla vita sulla terra (Goal 15) mostrano un andamento più positivo nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali.
Un dato che riguarda da vicino la Calabria, regione caratterizzata da un patrimonio naturale di grande valore, con una vasta presenza di aree costiere, parchi e territori ad alta biodiversità.

Il nodo resta lo sviluppo economico

Il quadro torna invece più critico nell’area Prosperity, dedicata a crescita economica, lavoro, innovazione e infrastrutture.
L’Istat conferma il divario tra Nord e Mezzogiorno: quasi tutti gli obiettivi mostrano condizioni più favorevoli nelle regioni settentrionali e fragilità più accentuate al Sud, con la sola eccezione dell’obiettivo relativo alle città sostenibili.
Per la Calabria restano quindi aperte le sfide legate a occupazione, competitività, innovazione e capacità di attrarre investimenti.

Una fotografia tra emergenze e potenzialità

Il rapporto Istat restituisce dunque un’immagine complessa della Calabria: da un lato persistono criticità profonde sul piano sociale ed economico, con particolare riferimento alla povertà e alle opportunità di sviluppo; dall’altro emergono punti di forza legati al patrimonio ambientale e alla sostenibilità del territorio.
Una doppia fotografia che mette in evidenza come la sfida per la regione sia trasformare le proprie risorse naturali e ambientali in un motore stabile di crescita, senza lasciare indietro le fasce più fragili della popolazione.

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