31 Agosto 2026
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Tirocinanti Calabria, la Cgil incalza la Regione: “Serve una soluzione equa per tutti i 938 lavoratori”

Oltre alle 344 assunzioni, il sindacato sollecita una soluzione anche per i 76 lavoratori esclusi dal bonus da 2.000 euro previsto nei percorsi Gol

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Le 344 assunzioni previste per i Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) non devono trasformarsi in una nuova selezione che lasci indietro centinaia di lavoratori. È la posizione espressa da NIdiL Cgil Calabria e Cgil Calabria, che intervengono sul confronto avviato con la Regione Calabria chiedendo che il percorso di stabilizzazione coinvolga l’intera platea residua e non soltanto gli idonei già inseriti nelle graduatorie comunali.

Secondo il sindacato, la soluzione ipotizzata durante il tavolo del 13 luglio, pur rappresentando una strada amministrativamente più rapida, rischierebbe di produrre nuove disparità tra lavoratori che da anni attendono una stabilizzazione.

“No a nuove esclusioni

Per Cgil e NIdiL, la vertenza dei Tis non può concludersi penalizzando ancora una volta chi, pur avendo svolto lo stesso percorso lavorativo, non ha avuto la possibilità di partecipare alle procedure selettive attivate da alcuni enti. “Non chiediamo di rallentare le assunzioni, ma che siano giuste”, affermano le organizzazioni sindacali.

Il timore è che lo scorrimento delle graduatorie comunali possa escludere quei lavoratori impiegati presso scuole, soggetti privati o enti che non hanno mai avviato procedure di assunzione, oltre a chi non ha avuto l’opportunità di sostenere prove di idoneità. Secondo il sindacato, una graduatoria predisposta per un singolo ente e per specifiche esigenze occupazionali non può diventare il criterio esclusivo per determinare il futuro lavorativo dell’intero bacino regionale.

Il richiamo alla legge regionale

Nella nota viene richiamata la legge regionale approvata dal Consiglio regionale l’8 giugno 2026, che individua come obiettivo il completo svuotamento del bacino residuo dei Tis. Per Cgil e NIdiL, il riferimento normativo riguarda l’intera platea regionale e non una parte dei lavoratori. Da qui la richiesta di partire da un elenco regionale, valorizzando le graduatorie già esistenti senza però trasformarle nell’unico canale di accesso alle nuove opportunità occupazionali. L’obiettivo, sottolineano i sindacati, è evitare ulteriori disparità e possibili contenziosi tra lavoratori.

La proposta: un avviso regionale aperto a tutti

Le organizzazioni sindacali chiedono alla Regione Calabria di predisporre un avviso regionale di ricognizione e disponibilità, articolato per profili professionali, territori provinciali ed esperienze maturate. Secondo Cgil e NIdiL, una procedura di questo tipo consentirebbe di coinvolgere l’intera platea residua, offrendo una possibilità concreta sia agli idonei non ancora assunti sia a coloro che non hanno mai potuto partecipare alle selezioni. Contestualmente viene chiesto di estendere la possibilità di assunzione anche ad altri enti pubblici, comprese amministrazioni regionali, enti strumentali e organismi controllati dalla Regione, così da ampliare le opportunità di stabilizzazione.

Il “contenitore” per i lavoratori ancora in attesa

Un altro punto ritenuto prioritario riguarda l’attivazione del cosiddetto “contenitore” regionale destinato ai lavoratori che resteranno ancora fuori dalle stabilizzazioni. Secondo il sindacato, il bacino residuo interessa 938 lavoratori, alcuni dei quali, dopo la conclusione dell’attività presso gli enti utilizzatori, non percepiscono più alcun sostegno economico. Per questo Cgil e NIdiL chiedono alla Regione di accelerare i passaggi amministrativi necessari a garantire continuità reddituale durante la fase transitoria.

Il caso dei 76 esclusi dal bonus da 2.000 euro

Nel documento trova spazio anche la situazione dei 76 lavoratori rimasti esclusi dal bonus una tantum da 2.000 euro collegato ai percorsi di formazione del programma Gol. Secondo i sindacati, questi lavoratori stanno partecipando alle attività formative percependo esclusivamente l’indennità oraria di 3,50 euro, senza beneficiare del contributo economico riconosciuto ad altri partecipanti inseriti nello stesso percorso. Una disparità che, secondo Cgil e NIdiL, incide direttamente sul reddito delle famiglie coinvolte e che richiede un intervento immediato della Regione attraverso un provvedimento integrativo.

“Nessun lavoratore invisibile

In conclusione, le organizzazioni sindacali ribadiscono che la velocità delle procedure non può prevalere sul principio di equità. “Le 344 assunzioni non devono diventare l’ennesima occasione per dividere la platea”, affermano, chiedendo che nessun lavoratore venga penalizzato per scelte o omissioni imputabili agli enti utilizzatori. Per Cgil e NIdiL il percorso di stabilizzazione dovrà garantire pari opportunità a tutti i Tis ancora presenti nel bacino regionale, evitando la nascita di nuovi “lavoratori invisibili”.

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