La crisi di Amaco entra in una nuova fase e, secondo la denuncia dell’Usb di Cosenza, il rischio ora è quello di uno smantellamento progressivo del patrimonio necessario a garantire il trasporto pubblico urbano nell’area cosentina. Dopo il mancato perfezionamento della vendita del ramo Tpl, la Curatela ha avviato la pubblicazione degli avvisi per la vendita separata dei beni aziendali: immobili, deposito, officina, attrezzature, ricambi, autobus e altri mezzi. Una procedura che, secondo il sindacato, potrebbe trasformare una crisi aziendale in una perdita definitiva dell’infrastruttura materiale indispensabile per il servizio.
Usb: “Non è solo una procedura concorsuale”
Per l’organizzazione sindacale la vicenda non riguarda esclusivamente il fallimento della società, ma coinvolge direttamente cittadini, lavoratori e futuro della mobilità urbana. “Il deposito, l’officina, i piazzali, i mezzi e le attrezzature non sono beni qualsiasi – sottolinea Usb –. Sono strumenti funzionali al servizio pubblico”. Secondo il sindacato, senza questi elementi diventerebbe difficile garantire la manutenzione dei mezzi, la continuità delle linee e la stessa organizzazione del trasporto urbano.
L’appello a Regione, Comune e Cometra
Usb punta il dito contro quello che definisce un atteggiamento attendista da parte delle istituzioni coinvolte, chiedendo un intervento immediato.
Nel mirino finiscono Regione Calabria, Comune di Cosenza e Cometra, chiamati dal sindacato ad aprire un confronto urgente per evitare una frammentazione del patrimonio aziendale. “La liquidazione giudiziale riguarda Amaco, ma gli effetti ricadono sull’intero sistema della mobilità urbana”, è il messaggio lanciato dall’organizzazione.
“Le linee devono continuare a funzionare”
Secondo Usb, il servizio di trasporto pubblico collegato alle linee ex Amaco deve essere garantito e, per farlo, servono mezzi, lavoratori, strutture e una programmazione precisa. Il timore è che la vendita separata dei beni possa rendere irreversibile la situazione, impedendo qualsiasi prospettiva di rilancio o riorganizzazione futura. “Non si può lasciare che il destino del trasporto pubblico venga deciso dalla vendita separata di autobus, officine e immobili”, ribadisce il sindacato.
La richiesta: fermare la vendita frammentata e aprire un tavolo
Usb chiede quindi di congelare ogni iniziativa che possa compromettere la continuità del servizio e di costruire una soluzione condivisa per il Tpl dell’area urbana di Cosenza. La richiesta è quella di un percorso istituzionale trasparente, con la tutela dei lavoratori e la salvaguardia del servizio pubblico. La posizione finale del sindacato è netta: “Amaco può essere fallita. Il servizio pubblico no”.











