29 Luglio 2026
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Turismo e sviluppo, la CGIL frena gli entusiasmi: “Non basta da solo, servono industria, lavoro stabile e legalità”

Il segretario generale regionale Gianfranco Trotta smorza i toni trionfalistici sui flussi estivi. Denunciati precariato, contratti pirata e rischio caporalato nel settore terziario, con la richiesta di un piano industriale strutturato per la regione.

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Il boom di presenze turistiche non basta a nascondere le criticità strutturali del mercato del lavoro e dell’economia calabrese. A sollevare il tema è il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, che interviene nel dibattito sulle cifre stagionali per richiamare l’attenzione sulla tenuta sociale e sulle condizioni dell’occupazione nel comparto dei servizi e dell’accoglienza.

“Non è sufficiente rivendicare l’aumento delle presenze turistiche se quella crescita non produce benessere diffuso, occupazione stabile e diritti. Lo sviluppo non si misura solo con i flussi turistici o con gli indicatori economici, ma con la qualità della vita delle persone, con la tenuta dei servizi pubblici e con la possibilità per i giovani di costruire il proprio futuro nella nostra regione” dichiara Trotta.

“Apprezziamo che la nostra terra sia stata scelta come meta per le vacanze estive da tanti italiani e stranieri, ma vorremmo che si lavorasse per rendere questo fenomeno stabile affinché ci siano ricadute anche sull’occupazione. Il turismo va sostenuto con investimenti, qualità dell’offerta e valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico” prosegue il leader sindacale.

Precarietà, destagionalizzazione e contrasto allo sfruttamento

L’analisi del sindacato pone l’accento sulle fragilità del modello attuale, caratterizzato da brevi periodi di attività e dall’assenza di politiche efficaci per allungare la stagione, esponendo le maestranze a tutele ridotte e retribuzioni insufficienti.

“Contratti precari, spesso mal pagati, pochi mesi di attività l’anno. Nonostante le sue inestimabili ricchezze la Calabria non riesce ad avviare percorso di destagionalizzazione turistica che consenta agli imprenditori di lasciare aperte le loro attività tutto l’anno e di stabilizzare i lavoratori. Ma servono anche maggiori controlli, affinché i lavoratori del settore non diventino carne da macello, spesso costretti a lavorare per paghe misere o a lavorare per molte più ore rispetto a quello che è nel contratto, per potere mantenere le loro famiglie. Lavoratori spesso assunti con contratti pirata, che li espongono a scarse tutele e condizioni peggiorative per favorire, invece, gli imprenditori” evidenzia la Cgil.

“Non possiamo permettere che anche nel turismo ci sia caporalato! Il turismo può rappresentare una leva straordinaria di crescita soltanto se accompagnato da lavoro regolare, salari dignitosi, contratti rispettati e formazione. Non possiamo continuare ad accettare un modello fondato sulla stagionalità, sulla precarietà e su retribuzioni insufficienti. La legalità nel lavoro è il primo presupposto per uno sviluppo giusto” avverte il segretario generale.

La necessità di una politica industriale e la tutela della legalità

Per garantire una prospettiva di crescita duratura, la rappresentanza dei lavoratori sollecita l’adozione di una strategia economica ad ampio raggio, capace di affiancare al terziario un comparto produttivo solido e diversificato per arrestare la fuga dei giovani dal territorio.

“Il turismo, da solo, non basta va sostenuto con investimenti, qualità dell’offerta e valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico. La Calabria ha bisogno di una vera politica industriale che rilanci il comparto manifatturiero e metalmeccanico, favorisca l’innovazione, sostenga le imprese sane e crei occupazione stabile e qualificata. Senza un tessuto produttivo forte e diversificato, la regione continuerà a dipendere dalla stagionalità e a perdere giovani, competenze e capacità produttive spiega Trotta – Il turismo può rappresentare una leva straordinaria di crescita soltanto se accompagnato da lavoro regolare, salari dignitosi, contratti rispettati e formazione. Non possiamo continuare ad accettare un modello fondato sulla stagionalità, sulla precarietà e su retribuzioni insufficienti. Allo stesso modo è necessario contrastare con determinazione il caporalato e ogni forma di sfruttamento lavorativo che continua a colpire migliaia di lavoratrici e lavoratori, soprattutto nei comparti agricolo, turistico e dei servizi. La legalità nel lavoro è il primo presupposto per uno sviluppo giusto” conclude il segretario generale della Cgil Calabria.

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