20 Agosto 2026
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Lega Calabria, tutti sullo “Zaione”: i papaveri verdi preparano il dopo Salvini

Dirigenti già in riposizionamento verso il correntone dell’ex governatore veneto. Tra promesse tradite, nomine contestate e il peso marginale nel governo Occhiuto, per il Capitano calabrese si preparano soltanto lacrime di coccodrillo

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Diciamo la verità, grande parte della dirigenza leghista calabrese non si straccia certo le vesti innanzi all’ipotesi di un cambio di vertice nel Carroccio a livello nazionale. Alcuni papaveri verdi addirittura si starebbero già riposizionando dalle parti dello “Zaione” , che fa rima con il correntone dell’ex governatore veneto, Zaia, di questi tempi attivissimo a rastrellare il consenso necessario per costruire un avvicendamento che parebbe ormai inevitabile.

D’alto canto , i salviniani, quelli veri, della prima ora, in Calabria, sono pochi, bistrattati e si contano sulle dita di una mano, un pò quanto le reali possibilità di veder realizzato il ponte sullo Stretto nei tempi più volte promessi e spromessi.

I limiti di una gestione territoriale

E ciò perché il longevo leader leghista ha lavorato maluccio e svogliatamente in questa nostra terra, dando vita ad un apparato spesso mostratosi impalpabile.

Un dato che fa a cazzotti con la generosità e l’affetto sinceri che pur Matteo Salvini ha manifestato alla Calabria: ricordate i suoi comizi strapartecipati? Fattori importanti, vanificati tuttavia dalla distesa di “carduni (ortaggi spinati) abbiverati ” da un Capitano distratto e mal consigliato.

Tra commissari, luogotenenti, trium e quadrum virati che pareva avessero quale mandato precipuo quello di non costruire un partito ma più fazioni , la gestione salviniana della lega calabrese è stata un mezzo disastro, proprio perché più volte delegata a corpi estranei, straordinari in varie occasioni nel mettere in postazioni importanti degli immeritevoli ( e senza voti) che, infatti, alla prima buriana hanno abbandonato il partito.

I nodi della maggioranza e le prospettive future

Carduni, appunto, legati alla prospettiva di una poltrona più che all’idea di doverla meritare dando un contributo di idee all’azione (fallita) di meridionalizzare un partito comunque importante nell’economia dei governi nazionali succedutisi nell’ultimo quindicennio.

Anche per questo, la possibilità che l’attuale ministro delle infrastrutture debba mollare dopo vari lustri il trono ,non appassiona più di tanto da queste parti, anzi..

Poi c’è la gestione , davvero dilettantesca, del peso leghista nel secondo governo Occhiuto ad aver creato lontananza e disaffezione verso il Capitano.

“Il Matteo cazzuto e determinato dei tempi andati- chiosa amarissima una fan del Carroccio- a Roberto (Occhiuto) avrebbe fatto ballare la samba, se questi non avesse mantenuto il patto pre- elettorale di garantire una degna presenza in giunta al nostro partito, invece siamo ad un anno quasi dalla celebrazione delle regionali ultime e ci facciamo prendere per il sedere, evitando di protestare platealmente per il mancato rispetto dell’accordo. A ciò si aggiunga che hanno fatto fuori dalla guida di enti importanti specchiati manager di area nostra e tutti zitti a subire, Salvini in primis “.

Capito perché se il Capitano sarà costretto a lasciare la guida del movimento fondato da Umberto Bossi, qui in Calabria sgorgheranno solo due tipi di lacrime, quelle di coccodrillo e quelle di gioia ?

Chiunque sarà il prossimo leader della Lega, non permetterà infatti che il propro partito sia perculato con umiliante costanza.

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