9 Luglio 2026
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Alex Prestanicola, la Cassazione accoglie il ricorso della difesa: torna al Riesame l’inchiesta sul narcotraffico

Il vibonese, già assolto nel processo Rinascita Scott, era accusato dalla Dda di Catania di un presunto coinvolgimento in un’associazione dedita al traffico di cocaina operante in Sicilia

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La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Catania nei confronti di Alex Prestanicola, accogliendo le argomentazioni contenute nei ricorsi presentati dai suoi difensori, gli avvocati Dario Vannetiello e Diego Brancia. La decisione della Suprema Corte apre ora una nuova fase del procedimento, con il ritorno degli atti davanti ai giudici del Tribunale della libertà di Catania.

L’inchiesta della Dda di Catania sul presunto traffico di droga

L’indagine nasce da un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania relativa a una presunta organizzazione criminale operante prevalentemente in Sicilia, accusata di gestire un’attività di narcotraffico. Alex Prestanicola, originario del Vibonese e già coinvolto nel processo Rinascita Scott, nel quale è stato assolto, era stato indicato dagli investigatori come uno dei presunti componenti del gruppo.

Le accuse: cocaina, telefoni criptati e gestione della cassa comune

Secondo l’ipotesi accusatoria, Prestanicola avrebbe avuto un ruolo nell’approvvigionamento di cocaina per il gruppo criminale, oltre a fornire strumenti per comunicazioni riservate attraverso telefoni criptati. Gli investigatori contestavano inoltre una presunta attività di gestione della cassa comune dell’organizzazione.

Tra gli elementi raccolti figuravano intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese video, tabulati telefonici, monitoraggi Gps e sequestri di sostanza stupefacente e dispositivi cellulari.

La frase intercettata e il ruolo contestato dagli inquirenti

Nel corso delle attività investigative, alcuni soggetti ritenuti appartenenti al gruppo avrebbero indicato Prestanicola come “il più grosso trafficante calabrese”. Secondo la Procura, questa definizione avrebbe rappresentato un elemento indicativo del ruolo attribuito al calabrese all’interno della presunta struttura criminale.

La strategia della difesa: rapporti legati alla vendita di auto

Fin dalle prime fasi del procedimento, la difesa ha contestato la ricostruzione accusatoria, proponendo una diversa interpretazione dei rapporti tra Prestanicola e gli altri soggetti coinvolti. Gli avvocati Vannetiello e Brancia hanno sostenuto che gli spostamenti in Sicilia e le comunicazioni oggetto dell’indagine fossero riconducibili a rapporti nel settore della compravendita di autovetture.

La difesa ha inoltre messo in dubbio l’effettiva identificazione di Prestanicola come interlocutore nelle conversazioni ritenute decisive dagli investigatori, comprese quelle con Emanuele Lauretta, indicato dalla Procura come presunto vertice dell’associazione.

Ora un nuovo esame davanti al Tribunale della libertà

Con l’annullamento dell’ordinanza, la vicenda torna quindi al Riesame di Catania, che dovrà effettuare una nuova valutazione attenendosi ai principi che saranno indicati dalla Cassazione nella motivazione della sentenza. All’esito del nuovo giudizio potrebbe essere rivalutata anche la posizione cautelare di Alex Prestanicola, con la possibilità di una eventuale revoca della misura restrittiva.

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