Un’operazione di mercato finita sotto la lente della Procura di Bari. È questo il centro dell’indagine che ha portato la Guardia di Finanza a eseguire perquisizioni nelle sedi legali della SSC Bari, della Filmauro e della SSC Napoli. Gli accertamenti riguardano la cessione del portiere Elia Caprile, trasferimento avvenuto nell’estate del 2023 e successivamente seguito da ulteriori passaggi di mercato.
Tra le persone coinvolte nelle attività investigative figura anche Ciro Polito, oggi direttore sportivo del Catanzaro ed ex responsabile dell’area tecnica del Bari. La sua posizione, secondo quanto comunicato dalla Procura, non è quella di un indagato: Polito, così come altri soggetti interessati dalle verifiche, sarebbe stato destinatario della perquisizione per consentire agli investigatori di acquisire documentazione e informazioni ritenute utili.
Accanto al nome di Polito compaiono quelli di altri ex dirigenti del Napoli, tra cui Cristiano Giuntoli e il calabrese Mauro Meluso, oltre al procuratore sportivo Graziano Battistini. Anche per loro, secondo gli atti disponibili, non risulta alcuna iscrizione nel registro degli indagati.
Il nodo dell’operazione Caprile: dalla cessione al Napoli alla successiva plusvalenza
L’attenzione degli inquirenti si concentra sulla trattativa che portò Elia Caprile dal Bari al Napoli. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’indagine, Polito sarebbe stato individuato come «referente diretto per la cessione» del portiere durante la fase in cui ricopriva l’incarico dirigenziale nel club pugliese.
Il Bari aveva acquistato Caprile dal Leeds United, inserendo nell’accordo alcune clausole legate a una possibile futura rivendita del calciatore. Successivamente, nell’estate del 2023, il portiere venne trasferito al Napoli per una cifra indicata in circa 2,2 milioni di euro.
Secondo l’ipotesi investigativa, però, nel successivo accordo tra Bari e Napoli non sarebbe stata inserita una clausola che garantisse al club pugliese una quota sugli eventuali ricavi derivanti da una futura cessione del giocatore.
La vicenda di mercato ha poi seguito un percorso diverso: dopo un impiego limitato con la maglia azzurra, Caprile è stato mandato in prestito all’Empoli, dove ha avuto maggiore continuità e valorizzazione. In seguito il trasferimento definitivo al Cagliari avrebbe portato un’operazione economica stimata intorno agli 8 milioni di euro, con una plusvalenza calcolata dagli investigatori in circa 7 milioni di euro.
Proprio questa differenza economica successiva alla cessione iniziale rappresenta uno degli aspetti analizzati dalla Procura, che negli atti avrebbe definito quella quota di valorizzazione futura come una somma “totalmente sottratta al Bari”.
Polito e gli altri professionisti: accertamenti senza iscrizioni nel registro degli indagati
La Procura di Bari ha precisato che le attività svolte nei confronti di Ciro Polito, Cristiano Giuntoli, Mauro Meluso e Graziano Battistini hanno avuto esclusivamente una finalità di acquisizione di elementi utili all’indagine.
La presenza dei loro nomi negli atti delle perquisizioni, quindi, non coincide con una contestazione formale né con un’accusa. Gli accertamenti riguardano il ruolo ricoperto dai diversi professionisti nella gestione dell’operazione Caprile e i documenti relativi alla compravendita del calciatore.
L’indagine prosegue per ricostruire tutti i passaggi economici e contrattuali legati al trasferimento del portiere, con particolare attenzione alle condizioni inserite negli accordi tra i club coinvolti.
La posizione del Bari e gli sviluppi dell’inchiesta
Al momento, il procedimento resta nella fase degli approfondimenti investigativi. La Procura sta acquisendo materiale dalle società e dai soggetti coinvolti per verificare la correttezza delle operazioni relative al trasferimento di Caprile e gli eventuali effetti economici prodotti dalle successive cessioni.
Per Ciro Polito e gli altri professionisti interessati dalle perquisizioni, la situazione resta quella indicata dagli inquirenti: nessuna iscrizione nel registro degli indagati, ma acquisizione di elementi nell’ambito dell’indagine sulla gestione della cessione del portiere.










