Sono state le ferite laceranti riportate al capo e al fianco sinistro a provocare la morte di Domenico Campana, il giovane di Mirto Crosia rimasto ucciso nella collisione tra due imbarcazioni avvenuta la sera del 14 agosto all’imbocco del porto di Vibo Marina. È la prima indicazione emersa dall’autopsia eseguita nel pomeriggio all’Istituto di Medicina legale dell’Università di Catanzaro. Un esame durato oltre due ore, durante il quale i medici legali hanno riscontrato traumi profondi al fianco sinistro e un grave trauma cranico-encefalico. Lesioni che, sulla base delle prime risultanze, avrebbero determinato il decesso del giovane. Il quadro dovrà tuttavia essere completato attraverso gli ulteriori esami disposti nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla sostituta procuratrice di Vibo Valentia Viviana Punzo.
L’autopsia e i consulenti
A eseguire l’accertamento sono stati la professoressa Isabella Aquila, direttrice della Scuola di specializzazione in Medicina legale dell’Università di Catanzaro, e il dottor Domenico Matteo Sacco, entrambi incaricati dalla Procura. Alle operazioni peritali hanno partecipato anche i consulenti nominati dalle parti. Per la famiglia Campana, assistita dall’avvocato Giovanni Castagnaro, era presente il dottor Raffaele Gangale, direttore dell’Unità operativa di Medicina legale dell’Asp di Catanzaro. La difesa del professionista che si trovava alla guida del gommone, rappresentata dall’avvocato Simone Romano, ha invece indicato la dottoressa Katiuscia Bisogni. L’indicazione emersa dall’autopsia è ancora preliminare. La relazione medico-legale definitiva sarà depositata nelle prossime settimane e dovrà chiarire nel dettaglio il rapporto tra le singole lesioni, il loro meccanismo di produzione e la morte di Domenico.
Prelevati tessuti per gli esami di laboratorio
Nel corso dell’autopsia sono stati effettuati anche prelievi di tessuti destinati agli esami istologici e tossicologici. Accertamenti necessari per completare il quadro scientifico e verificare l’eventuale presenza di ulteriori elementi o concause. I risultati non saranno immediati. Dovranno essere analizzati in laboratorio e successivamente messi in relazione con le altre prove raccolte dalla Procura e dalla Capitaneria di porto di Vibo Valentia, guidata dal comandante Guido Avallone. L’esame medico-legale potrà inoltre offrire elementi utili per valutare la successione temporale degli eventi, la gravità delle ferite e il loro rapporto con le modalità e i tempi della catena dei soccorsi. Ogni valutazione definitiva resta però affidata ai consulenti e agli ulteriori approfondimenti investigativi.
Il gommone contro il fianco sinistro della barca
Domenico si trovava a bordo di una piccola imbarcazione noleggiata insieme a un gruppo di amici. I giovani, originari del Cosentino, stavano rientrando dopo una giornata trascorsa lungo la Costa degli Dei quando, poco prima delle 19.30, la loro barca si è scontrata con un gommone. Secondo la ricostruzione ancora al vaglio degli investigatori, l’impatto avrebbe interessato il fianco sinistro dell’imbarcazione, squarciandone la parte laterale e investendo in pieno Domenico. Le lesioni riportate dal giovane si sono rivelate fatali. Nel violento scontro sono rimasti feriti anche gli altri ragazzi. Una giovane, Maria Francesca, è ancora ricoverata a Catanzaro, mentre un altro componente del gruppo si trova all’ospedale di Vibo Valentia. I feriti, alcuni dei quali hanno riportato lesioni particolarmente serie, sono assistiti dall’avvocato Giorgio Loccisano.
Il medico chirurgo indagato per omicidio nautico
Nel registro degli indagati è stato iscritto, con l’ipotesi provvisoria di omicidio nautico, il professionista di 37 anni, nato e residente a Bologna ma originario della Calabria, che si trovava alla guida del gommone. L’iscrizione consente all’indagato di partecipare agli accertamenti irripetibili attraverso i propri difensori e consulenti. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso dell’inchiesta e valgono, anche per l’uomo alla guida del natante, le garanzie previste dalla legge e il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Le due imbarcazioni restano sotto sequestro. Gli accertamenti dovranno ora concentrarsi sulla cinematica dello scontro, sulle velocità dei natanti, sulle rispettive traiettorie, sul diritto di rotta e sulle manovre compiute nei secondi precedenti alla collisione. Uno dei punti da chiarire riguarda anche la posizione esatta dell’impatto: gli investigatori dovranno stabilire se la collisione sia avvenuta all’interno del perimetro portuale oppure immediatamente all’esterno. Un dettaglio decisivo per ricostruire le regole di navigazione applicabili in quel tratto di mare.
Domani l’ultimo saluto a Mirto Crosia
Conclusa l’autopsia, la Procura ha disposto la liberazione della salma. I funerali di Domenico Campana si svolgeranno domani a Mirto Crosia, dove familiari, amici e un’intera comunità potranno dare l’ultimo saluto al giovane. Resta aperta l’inchiesta chiamata a ricostruire ogni istante di quella sera. L’autopsia ha consegnato una prima risposta sulle cause della morte. Adesso toccherà alle perizie tecniche, alle testimonianze e agli accertamenti della Capitaneria stabilire come e perché le due imbarcazioni siano entrate in collisione e accertare le eventuali responsabilità per una tragedia che ha spezzato la vita di Domenico nel giorno precedente Ferragosto.












