2 Novembre 2026
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Ginestra, Stasi risponde alla gip con gli atti del Comune. La difesa annuncia una memoria

Il sindaco di Corigliano Rossano ha risposto per poco più di un’ora a Fabiana Giacchetti. Per ora nessuna istanza di revoca dei domiciliari: il difensore Mauro Mitidieri lega la scelta alla memoria, che non è stata ancora recepita

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È durato poco più di un’ora, nel primo pomeriggio, l’interrogatorio di garanzia di Flavio Stasi. Il sindaco di Corigliano-Rossano è agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico dall’alba del 28 ottobre.
Ha scelto di raggiungere Catanzaro di persona e di sedere davanti alla gip distrettuale Fabiana Giacchetti, la stessa che ha firmato l’ordinanza dell’inchiesta Ginestra.
Davanti a lei ha risposto alle domande e si è difeso dall’accusa di scambio elettorale politico-mafioso che la Dda gli contesta per le comunali del giugno 2024, quelle della sua riconferma.

Gli atti del Comune sul tavolo della gip

Il sindaco ha illustrato la propria posizione anche con il supporto di atti amministrativi, per contestare la ricostruzione dell’accusa, e la difesa ha annunciato il deposito di una memoria.
Accanto a lui c’erano l’avvocato Mauro Mitidieri, assessore della sua giunta e suo amico da molti anni, e il penalista Maurizio Minnicelli.
La scelta di parlare ha segnato una distanza netta dalla prima tornata di interrogatori, quella chiusa il 30 ottobre, in cui sei indagati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

Mitidieri: “Ora aspettiamo la decisione”

All’uscita Mitidieri ha riassunto così l’interrogatorio: “Ha avuto modo di chiarire tanti aspetti”. Del suo assistito ha detto: “È stato bravo e lucido, ha utilizzato atti amministrativi molto esplicativi”.
Il difensore ha anticipato il contenuto della memoria: “Sarà piena di documenti e di atti importanti, anche di carattere amministrativo”. Secondo lui quelle carte sono “indicative dell’azione amministrativa del sindaco Stasi”.
Poi la linea dell’attesa: “Abbiamo sempre fiducia nelle istituzioni e nella magistratura”. E ancora: “Sono convinto che valuterà bene queste cose”.

Curia e Lucisano, gli altri interrogatori della giornata

Prima del sindaco è stato sentito Vincenzo Curia, anche lui ai domiciliari. Assistito dall’avvocato Francesco Nicoletti, ha respinto gli addebiti. Nella stessa giornata ha risposto alla gip anche Piero Lucisano, il consigliere comunale dimessosi nei giorni scorsi, difeso da Aldo Zagarese; la sua difesa ha chiesto la revoca dei domiciliari.

La gip, la revoca, il Riesame

In base agli articoli 294 e 299 del codice di procedura penale, con l’interrogatorio la giudice verifica se i gravi indizi e le esigenze cautelari reggono ancora. Se ne ricorrono le condizioni, può revocare la misura o sostituirla anche d’ufficio.
Per ora, però, la difesa di Stasi non ha presentato istanza di revoca. Mitidieri ha spiegato che la richiesta non è stata avanzata perché la memoria non è stata recepita: “Quindi non abbiamo fatto domanda di revoca”. Allo stato Stasi resta ai domiciliari e sospeso dalle funzioni di sindaco.
Quando l’istanza arriverà, la palla passerà alla Procura, che ha due giorni per esprimere il proprio parere. Il codice assegna poi alla gip cinque giorni dal deposito, un termine che la Cassazione considera ordinatorio: se slitta, la misura resta in piedi.

La strada verso la revoca piena non è in discesa. Per lo scambio politico-mafioso, come per gli altri delitti di mafia affidati alle Dda, il codice presume che la custodia in carcere sia adeguata.
La presunzione cade solo se emergono elementi contrari o se, nel caso concreto, bastano misure più lievi. La gip quel passo lo aveva già compiuto in parte: ha scelto per Stasi i domiciliari e ha motivato la misura meno afflittiva con il tempo trascorso dai fatti. È proprio su quel tempo, due anni e mezzo dalla campagna elettorale, oltre che sugli atti amministrativi, che la difesa, probabilmente, proverà a far leva per ottenere la caduta dei domiciliari o almeno una misura non custodiale.

C’è poi un dettaglio tecnico che riguarda da vicino la sindacatura. La sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio, cioè la misura interdittiva che di norma si applica agli amministratori, non può colpire per legge le cariche elettive di diretta investitura popolare. Per questo la gip non può allontanare Stasi dalla carica con una misura interdittiva: lo stop alle funzioni di sindaco può derivare solo, per effetto della Severino, da una misura coercitiva.

In alternativa, o in parallelo, la difesa può rivolgersi al tribunale del Riesame di Catanzaro. La richiesta va depositata entro dieci giorni dall’esecuzione della misura, oppure dalla notifica dell’avviso di deposito dell’ordinanza per il difensore. Il collegio deve poi pronunciarsi entro dieci giorni dall’arrivo degli atti; se non lo fa, la misura perde efficacia. Contro la decisione del Riesame resta il ricorso in Cassazione.

Il Comune resta al vicesindaco

C’è poi il versante amministrativo, che corre parallelo a quello giudiziario. La legge Severino prevede la sospensione automatica dalla carica per l’amministratore locale sottoposto a misura coercitiva custodiale. Per questo il Comune di Corigliano-Rossano è guidato dal vicesindaco, che ha assunto le funzioni dopo la sospensione del primo cittadino. Il destino della sospensione segue quello dei domiciliari. Se cadessero, o se venissero sostituiti con una misura non detentiva, verrebbe meno anche il presupposto che oggi tiene Stasi lontano dal municipio. L’eccezione è il divieto di dimora nel territorio comunale, che per legge produce lo stesso effetto sospensivo.

Sul piano giudiziario l’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. La tenuta delle accuse si misurerà nel contraddittorio, se e quando la Dda chiuderà le indagini e chiederà il rinvio a giudizio. In astratto il codice punisce lo scambio elettorale politico-mafioso con la reclusione da dieci a quindici anni, aumentata della metà se chi ha accettato la promessa è stato poi eletto. In caso di condanna consegue sempre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Fino a una sentenza definitiva, per Stasi come per tutti gli altri indagati, vale la presunzione di innocenza.

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