La tutela della salute dei cittadini e l’eterna questione della bonifica ambientale nel sito industriale di Crotone tornano al centro del dibattito politico regionale. La consigliera del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, ha annunciato il deposito di un’interrogazione urgente indirizzata al presidente della Giunta e agli assessori competenti in materia di Sanità e Ambiente, chiedendo conto dei passi compiuti dalle istituzioni dopo le iniziative approvate dall’assise calabrese.
Il nodo della sorveglianza sanitaria gratuita e le risorse della Legge di Bilancio
“A distanza di mesi dall’approvazione all’unanimità della mia mozione in Consiglio regionale per garantire la sorveglianza sanitaria gratuita ai cittadini residenti nel Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara, non abbiamo ancora notizie su quali atti concreti la Giunta abbia adottato per dare corso agli impegni assunti. Per questo motivo ho depositato un’interrogazione regionale urgente: la salute dei nostri cittadini non può finire nei cassetti della burocrazia”, ha dichiarato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto.
A rafforzare l’azione della consigliera vi è il contesto nazionale tratteggiato dall’atto parlamentare promosso dalle deputate Baldino e Orrico, che richiama lo stanziamento di 4 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinato proprio a programmi di screening per patologie collegate all’inquinamento nei Siti di interesse nazionale.
“Il quadro è stato ulteriormente chiarito dall’interpellanza parlamentare presentata alla Camera dalle colleghe Baldino e Orrico, nella quale si ricorda che la Legge di Bilancio ha stanziato ben 4 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinati proprio a programmi di screening per patologie legate all’inquinamento ambientale, indicando prioritariamente i Siti di interesse nazionale per le bonifiche. Vogliamo sapere dalla Giunta se ha già avviato le interlocuzioni con il ministero della Salute e con il Mef per sollecitare il decreto attuativo e fare in modo che una quota importante di queste risorse venga destinata subito al territorio crotonese”, ha evidenziato ancora Barbuto.
La sentenza del Tar e la battaglia sul trasferimento dei rifiuti fuori regione
L’interrogazione accende poi i riflettori sui recenti sviluppi giudiziari legati alla bonifica dell’ex area industriale e al rischio che scorie pericolose possano rimanere nel territorio crotonese.
“La recente sentenza del Tar Calabria, che rischia di riaprire le porte all’ipotesi di realizzare a Crotone una discarica di scopo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e radioattivi, ripropone uno scenario inaccettabile di scaricabarile e rimpallo di responsabilità tra il ministero e la Regione. La Calabria non può e non deve diventare la pattumiera dei veleni della bonifica. Chiediamo al governatore Occhiuto e alla Giunta di chiarire immediatamente come intendano muoversi sul piano legale e se intendano difendere in ogni sede giudiziaria, a partire dal ricorso al Consiglio di Stato, l’efficacia e il rigore del vincolo del Paur del 2019, che vieta il conferimento di tali scorie sul nostro territorio”, ha incalzato la consigliera esponente del M5S.
La posizione del gruppo consiliare rimane netta sulla necessità di liberare la città di Pitagora dai residui inquinanti accumulati nei decenni e garantire diagnosi precoci alla popolazione esposta.
“Crotone e i crotonesi hanno già pagato un prezzo troppo alto in termini di ambiente e di vite umane: pretendiamo risposte immediate, screening gratuiti e una bonifica vera, fatta portando i rifiuti fuori dalla Calabria”, ha concluso Elisabetta Barbuto.













