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29 Maggio 2026
29 Maggio 2026
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Il mistero di Denisa, la escort scomparsa a Prato: indagato un avvocato calabrese

"Difendeva i rapitori in cambio della sua liberazione". Ma l’amica: "L’ha inventato tutto per amore non corrisposto. Era invaghito di lei"

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C’è un indagato per la scomparsa di Denisa Maria Adas, la 36enne romena che lavorava come escort ed è sparita dal residence Ferrucci di Prato il 15 maggio. Si tratta di un avvocato calabrese di 45 anni, già noto alle forze dell’ordine, che sarebbe coinvolto in un contesto torbido fatto di minacce, violenza e presunti ricatti.

Il racconto inquietante dell’amica

A fornire un quadro inquietante è una cara amica di Denisa, che si è presentata spontaneamente agli inquirenti per raccontare ciò che aveva saputo dalla madre della donna scomparsa, Maria Cristina Paun. Secondo quanto riferito, l’avvocato avrebbe detto alla madre di Denisa che la figlia era viva, ma ferita, nelle mani di un gruppo di rumeni che volevano costringerla a lavorare per loro. Sempre secondo il racconto, questi individui l’avrebbero picchiata e le avrebbero perfino strappato i denti. L’uomo, sempre stando a questa versione, avrebbe anche proposto uno scambio: difendere gratuitamente i sequestratori in cambio della liberazione di Denisa. Un piano che però si sarebbe complicato a causa della forte eco mediatica della scomparsa.

Indizi nella stanza 101

Gli investigatori stanno passando al setaccio la stanza 101 del residence dove Denisa soggiornava. Le due valigie e i telefoni cellulari sono spariti, la chiave della porta è rimasta nella toppa e manca solo quella del portone esterno, che solitamente teneva in un armadio. Nella stanza sono rimasti: un paio di scarpe col tacco, trucchi, medicine per il mal di stomaco e una coperta personale. Nel cortile è ancora parcheggiata la sua Fiat 500, chiusa a chiave, con il tagliando del parcheggio settimanale in bella vista. La Procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, ha disposto l’analisi delle impronte digitali e dei profili genetici nella stanza, mentre i carabinieri stanno esaminando le telecamere della zona, incluso il casello autostradale più vicino.

La posizione della madre e le indagini sul cellulare

Maria Cristina Paun, la madre di Denisa, è stata sentita dagli inquirenti e ha riferito di aver parlato con la figlia l’ultima volta il 15 maggio alle 23:30. Tuttavia, ora è indagata per false informazioni al pubblico ministero. Secondo l’amica di Denisa, l’avvocato avrebbe inventato la storia del sequestro, spinto da una ossessione amorosa non corrisposta. È emerso inoltre che la madre e l’avvocato si sentivano con un cellulare Samsung tenuto nascosto in casa. I carabinieri hanno sequestrato il dispositivo durante una perquisizione nella casa di Torpignattara e lo stanno analizzando.

Dati telefonici sotto la lente

Dall’analisi delle celle telefoniche è emerso un altro dato importante: la notte della scomparsa, i cellulari di Denisa sono stati riaccesi brevemente, permettendo uno scambio di traffico dati con due dispositivi sconosciuti. Un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo.

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