Resta in carcere Antonio Manco, fermato nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta sulla sparatoria avvenuta il 28 agosto a Vibo Valentia. Il giudice ha infatti convalidato il fermo eseguito dalla Polizia di Stato e disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. L’uomo è gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma da sparo. La decisione arriva dopo l’interrogatorio nel corso del quale Manco, assistito dagli avvocati Giuseppe Orecchio e Francesco Lione, aveva respinto l’ipotesi di una volontà omicidiaria, sostenendo di avere voluto soltanto intimidire la vittima.
Otto colpi esplosi ad altezza d’uomo
La ricostruzione della Polizia restituisce adesso un quadro più dettagliato della sparatoria. Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile di Vibo Valentia, coordinate dalla Procura, l’indagato avrebbe atteso che la vittima uscisse dalla propria abitazione e salisse a bordo dell’automobile. A quel punto si sarebbe avvicinato al mezzo a volto scoperto, esplodendo complessivamente otto colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo. Il sessantunenne preso di mira sarebbe riuscito a scendere rapidamente dall’auto e a trovare riparo, in un primo momento, dietro il veicolo. L’aggressore, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe però continuato a sparare nella sua direzione anche mentre cercava di allontanarsi. Alcuni proiettili avrebbero raggiunto anche le automobili parcheggiate nella zona. La vittima aveva riportato ferite al piede destro e alla coscia sinistra, oltre a diverse fratture alle dita.
La pista della ritorsione
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta resta il possibile movente. Gli investigatori hanno delineato una possibile matrice ritorsiva della sparatoria, collegandola a una precedente lite scoppiata per futili motivi. In quell’episodio sarebbero rimasti coinvolti alcuni familiari dell’indagato e la stessa vittima successivamente raggiunta dai colpi di pistola. Su questo punto sono ancora in corso ulteriori approfondimenti da parte degli investigatori.
Irreperibile per oltre tre giorni
Subito dopo la sparatoria, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, Manco si sarebbe reso irreperibile. Proprio il concreto pericolo di fuga era stato uno degli elementi alla base del fermo emesso dalla Procura. Dopo oltre tre giorni di ricerche, gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a rintracciare l’uomo in prossimità del veicolo che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato sia in occasione dell’agguato sia nella successiva fuga. Dopo il fermo, era stato trasferito nella Casa circondariale di Vibo Valentia.
Il gip convalida il fermo e dispone il carcere
Nell’interrogatorio di garanzia Manco aveva risposto alle domande del giudice, del pubblico ministero e dei propri difensori. La sua linea era stata netta: nessuna intenzione di uccidere, ma soltanto quella di intimorire la vittima. Aveva inoltre riferito di essersi successivamente disfatto della pistola gettandola in mare. La difesa aveva chiesto la riqualificazione dell’accusa da tentato omicidio a lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma e la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari. La Procura, invece, aveva insistito per la convalida del fermo e per la custodia cautelare in carcere. Il gip ha ora accolto la richiesta cautelare, disponendo che Manco resti detenuto.












