Resta in carcere Domenico Orsino, coinvolto nell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta, il 34enne originario di Fuscaldo aggredito nella notte tra l’8 e il 9 agosto all’esterno della discoteca Il Castello di Sangineto.
A confermare la misura cautelare è stato il Tribunale della libertà, chiamato a pronunciarsi sul provvedimento disposto nei confronti dell’indagato. La decisione mantiene dunque in vigore la custodia cautelare in carcere richiesta e sostenuta dalla Procura della Repubblica di Paola, che sta coordinando le indagini sulla vicenda.
L’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta
La vicenda giudiziaria ruota attorno all’aggressione costata la vita ad Antonio Perrotta. Il giovane, dopo essere stato coinvolto nel grave episodio avvenuto nei pressi del locale di Sangineto, è morto a seguito delle conseguenze riportate.
Nell’ambito dell’inchiesta erano stati fermati Domenico e Umberto Orsino. Le loro posizioni, tuttavia, hanno seguito percorsi differenti già nelle prime fasi del procedimento.
Il Gip del Tribunale di Paola aveva infatti disposto la custodia in carcere per Domenico Orsino, mentre per il fratello Umberto era stata decisa la scarcerazione. La pronuncia arrivata ora dal Tribunale della libertà riguarda quindi esclusivamente la misura cautelare applicata a Domenico Orsino.
L’accusa: omicidio preterintenzionale
A carico di Domenico Orsino viene contestata l’ipotesi di omicidio preterintenzionale, fattispecie prevista dall’articolo 584 del Codice penale. Si tratta di un’ipotesi nella quale dalla condotta finalizzata a percuotere o provocare lesioni deriva la morte della persona aggredita, senza che venga contestata la volontà diretta di provocarne il decesso. È questa la qualificazione giuridica individuata dalla Procura di Paola nell’attuale fase dell’inchiesta.
La conferma della misura cautelare non equivale, tuttavia, a una dichiarazione di responsabilità. Il procedimento è ancora in corso e saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le successive fasi giudiziarie a stabilire eventuali responsabilità.
Le indagini proseguono
Gli investigatori continuano a ricostruire la dinamica dell’aggressione avvenuta davanti al locale di Sangineto, mentre l’autorità giudiziaria dovrà definire progressivamente il quadro probatorio.
Domenico Orsino resta pertanto sottoposto alla custodia cautelare in carcere, ma, come previsto dal principio della presunzione di innocenza, deve essere considerato non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
I prossimi passaggi dell’inchiesta potranno contribuire a chiarire ulteriormente quanto accaduto nella notte dell’8 agosto e le responsabilità individuali legate alla morte di Antonio Perrotta.












