Il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, con provvedimento depositato in data 30 dicembre 2025, ha accolto la linea difensiva dell’avvocato Eugenio Felice Perrone in relazione alla posizione dell’imputato Nicolino Maria Spanò, disponendo la revoca dell’obbligo di dimora.
La decisione giunge a distanza di oltre due anni dall’applicazione della duplice misura coercitiva disposta dal Tribunale di Locri, nell’ambito dell’operazione “Eureka”, scattata all’alba del 3 maggio 2023 e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.
L’appello cautelare
La difesa tecnica ha presentato appello cautelare, articolando una motivazione puntuale in diritto sostanziale, ritenuta fondata dal collegio del Tdl al punto da rimodulare radicalmente il quadro cautelare. Il Tribunale, a poche ore dalla camera di consiglio, ha accolto il ricorso, disponendo la revoca della misura coercitiva in atto, ritenendo venuti meno i presupposti giuridici che ne giustificavano il mantenimento.
Il nodo giuridico: specialità e assorbimento
Secondo la tesi difensiva, pienamente condivisa dal Tribunale della Libertà, il delitto di trasferimento fraudolento di valori risulta assorbito nel reato di riciclaggio quando la condotta sia diretta in via principale a ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei beni. Un’impostazione che ha trovato accoglimento nel provvedimento del Tdl, determinando il venir meno della base giuridica della misura cautelare applicata.
Revoca della misura e nuovo assetto cautelare
Alla luce delle valutazioni espresse, il Tribunale ha disposto la revoca dell’obbligo di dimora, ritenendo non più attuale né proporzionata la misura restrittiva in vigore. Un esito che segna un punto di svolta nella posizione cautelare dell’imputato, a distanza di due anni dall’avvio dell’operazione “Eureka”.













