Gli operatori socio sanitari idonei inseriti nella graduatoria dell’ex Aou Mater Domini di Catanzaro, oggi confluita nell’Aou Dulbecco, si rivolgono alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro. Lo fanno attraverso una querela presentata dall’avvocato Francesco Pitaro, chiedendo agli organi inquirenti di verificare eventuali responsabilità in relazione al mancato utilizzo della graduatoria, che secondo quanto sostenuto nell’atto sarebbe ancora valida, efficace ed esecutiva.
Al centro della vicenda c’è la posizione di alcuni Oss che avevano partecipato a un avviso di selezione pubblica dell’ex Mater Domini per il conferimento di incarichi a tempo determinato, della durata di sei mesi eventualmente prorogabili. A seguito della procedura, gli operatori erano stati inseriti nella graduatoria. Da tempo, anche alla luce delle proroghe regionali intervenute sulla validità delle graduatorie del servizio sanitario, chiedono lo scorrimento e quindi l’assunzione, sostenendo che le aziende sanitarie calabresi dovrebbero attingere da quell’elenco per far fronte alla cronica carenza di personale.
Le proroghe regionali e la graduatoria degli Oss
Nella querela, l’avvocato Pitaro richiama la legge regionale n. 34 del 2024, con la quale sarebbe stata prorogata l’efficacia delle graduatorie approvate nel 2022 all’esito delle procedure concorsuali di enti e aziende del servizio sanitario regionale. Viene poi richiamata anche la legge regionale n. 3 del 29 gennaio 2026, che avrebbe disposto un’ulteriore proroga di ventiquattro mesi per le graduatorie derivanti da avvisi o selezioni, anche a tempo determinato, in scadenza nell’anno 2026.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto, per effetto di queste norme la graduatoria degli operatori socio sanitari sarebbe pienamente utilizzabile. Da qui la tesi dei querelanti: in presenza di una graduatoria vigente, enti e aziende del servizio sanitario regionale dovrebbero procedere allo scorrimento, soprattutto in un contesto segnato dalla carenza di personale nelle strutture pubbliche.
Il richiamo alla giurisprudenza amministrativa
La querela richiama anche alcune pronunce del Consiglio di Stato. In particolare, viene citata la decisione della Terza sezione n. 4524 del 21 maggio 2024, secondo cui, in presenza di una graduatoria concorsuale ancora efficace, la regola generale per coprire i posti vacanti sarebbe lo scorrimento della stessa, preferibilmente rispetto all’indizione di un nuovo concorso.
Viene inoltre richiamata una decisione della Quinta sezione del Consiglio di Stato, la n. 7780 del 7 settembre 2022, secondo cui sarebbe illegittima la scelta dell’amministrazione di bandire un nuovo concorso quando esiste una graduatoria ancora vigente per la medesima figura professionale.
Nella prospettazione dell’avvocato Pitaro, dunque, le aziende sanitarie calabresi dovrebbero attingere alla graduatoria degli Oss dell’ex Mater Domini, così come sarebbe avvenuto — secondo quanto riportato nell’atto — per la graduatoria relativa alla figura degli infermieri prevista dallo stesso avviso.
Le richieste rimaste senza esito
Gli operatori socio sanitari sostengono di avere già sollecitato l’utilizzo della graduatoria con diversi atti. Nella querela vengono indicate richieste presentate il 5 marzo 2025, il 31 marzo 2025, il 23 maggio 2025, il 22 luglio 2025 e il 19 novembre 2025. Nonostante ciò, secondo quanto denunciato, non sarebbe stato adottato alcun provvedimento utile allo scorrimento.
Per i querelanti sarebbe “illogico e antigiuridico”, da un lato, prorogare con legge regionale l’efficacia delle graduatorie e, dall’altro, non utilizzarle mentre le aziende sanitarie lamentano una carenza di operatori socio sanitari.
La querela alla Procura di Catanzaro
Con l’atto depositato, gli Oss chiedono alla Procura di Catanzaro di svolgere le indagini e di individuare eventuali soggetti responsabili del reato di omissione e di ogni altra ipotesi di reato che dovesse emergere dagli accertamenti. Chiedono inoltre di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione o di proroga delle indagini preliminari e si riservano la costituzione di parte civile in un eventuale procedimento penale.
Si tratta, allo stato, di una querela e dunque di una prospettazione di parte. Spetterà alla magistratura valutare la fondatezza delle doglianze, verificare la correttezza della ricostruzione e accertare se vi siano profili di rilevanza penale o amministrativa nella mancata utilizzazione della graduatoria.








