Le immagini del lungomare di Crosia, letteralmente sventrato dalla furia delle onde, rappresentano l’ultima drammatica istantanea di una regione strutturalmente fragile. La frazione di Mirto e i comuni limitrofi si trovano nuovamente a fare i conti con attività economiche in ginocchio e infrastrutture cancellate, un copione che si ripete con una frequenza statistica preoccupante. Di fronte a questo scenario, l’europarlamentare Pasquale Tridico ha formalizzato un’interrogazione alla Commissione Europea per fare luce sulla gestione dell’emergenza e, soprattutto, sulla mancata prevenzione.
“Le immagini di una Calabria martoriata dal maltempo le abbiamo tutti ben in mente. Strade diventate torrenti, abitazioni invase, attività economiche cancellate in poche ore. Non è la prima volta ed è questo il punto. La nostra regione accumula cicatrici idrogeologiche con una frequenza tale da non dare il tempo di ripristinare i luoghi. Per l’inerzia di certe istituzioni. Ed un quesito che ci poniamo ogni volta: dove sono finiti i fondi per la prevenzione?” ha dichiarato Tridico, sottolineando come il deposito dell’atto parlamentare sia un passaggio necessario per dare voce a territori che sembrano dimenticati dalle agende di governo.
Il cortocircuito istituzionale sui fondi europei
Il nodo centrale della questione riguarda l’utilizzo dei fondi FESR e l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea. Nonostante le rassicurazioni giunte direttamente dai vertici di Bruxelles nei mesi scorsi, le procedure sembrano essersi arenate nei passaggi burocratici e politici interni. Secondo i dati riportati dal capo delegazione del Movimento 5 Stelle, i programmi destinati alla gestione dei rischi naturali per le regioni del Sud contano ancora centinaia di milioni di euro non assegnati.
Sulla vicenda, Tridico ricostruisce i passaggi dei mesi precedenti: “Già dopo il ciclone Harry del 20 gennaio, che si è abbattuto con forza devastante su Calabria, Sicilia e Sardegna, causando danni gravissimi a comunità , infrastrutture e territori già fragili, avevo scritto insieme al collega Giuseppe Antoci alla Presidente von der Leyen e al Commissario Fitto, chiedendo esplicitamente l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea. La risposta di von der Leyen, datata 12 marzo 2026, aveva confermato la disponibilità degli strumenti e fornito indicazioni precise su come procedere. Quella risposta è rimasta lettera morta sul versante italiano. I programmi FESR per Calabria, Sardegna e Sicilia contano 352 milioni di euro per la prevenzione e la gestione dei rischi da catastrofi naturali, di cui 156 milioni non ancora assegnati e disponibili per nuovi interventi. Soldi europei, fermi per mancanza di volontà politica”.
Lo scontro politico in Consiglio regionale
La tensione istituzionale è culminata nel recente voto a Palazzo Campanella, dove la maggioranza di centrodestra ha respinto una mozione che chiedeva un impegno formale della Giunta per sbloccare le risorse comunitarie. Una scelta che, per le opposizioni, rappresenta una rinuncia al ruolo di mediazione con l’Europa e un danno diretto ai cittadini colpiti dalle mareggiate e dalle alluvioni. L’interrogazione depositata a Bruxelles mira ora a ottenere risposte chiare sulla reale volontà del governo italiano di sostenere i comuni in difficoltà .
L’affondo di Tridico contro la gestione regionale è netto: “Tra l’altro il 12 maggio, il peggiore centrodestra della storia repubblicana, in Consiglio regionale ha bocciato la mozione dell’opposizione che chiedeva semplicemente alla Regione di attivarsi formalmente verso il Governo e le istituzioni europee per usare tutti gli strumenti disponibili a sostegno dei territori colpiti dal ciclone Harry. La Commissione europea aveva chiarito in modo inequivocabile che esistono strumenti attivabili e risorse disponibili. La Regione ha scelto comunque di procedere senza una strategia politica definita. Votare contro quella mozione significa non aver governato processi ed allo stesso tempo aver issato bandiera bianca davanti all’Europa”.
L’obiettivo finale dell’azione parlamentare non è solo l’ottenimento di nuovi aiuti, ma una verifica puntuale sull’efficacia della spesa passata. “Quello che chiedo è solidarietà ma anche rendicontazione. Ogni alluvione che si ripete sugli stessi territori è anche una domanda senza risposta su dove siano finiti i fondi spesi negli anni precedenti. I calabresi meritano di saperlo e che qualcuno, in sede europea, li obblighi a rispondere” ha concluso l’ex candidato alla presidenza della Regione.








