2 Agosto 2026
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Pesce senza tracciabilità nei ristoranti del Crotonese: sequestrati 82 chili di prodotti ittici

Controlli della Guardia Costiera tra Crotone e Isola Capo Rizzuto: sei attività sanzionate per irregolarità nella documentazione sulla provenienza del pescato

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La filiera del pesce finisce sotto la lente della Guardia Costiera di Crotone. Nell’ambito dei controlli estivi sulle attività di ristorazione che somministrano prodotti ittici, i militari hanno accertato diverse irregolarità legate alla tracciabilità del pescato, portando al sequestro di 82 chilogrammi di prodotti tra freschi e congelati. Le verifiche hanno interessato alcuni esercizi commerciali nei territori di Crotone e Isola Capo Rizzuto, con l’obiettivo di controllare il rispetto delle norme sulla provenienza e sulla corretta documentazione degli alimenti destinati ai consumatori.

Sei ristoranti sanzionati durante i controlli

Al termine dell’attività ispettiva sono state sei le attività commerciali risultate irregolari: due nel Comune di Crotone e quattro nel territorio di Isola Capo Rizzuto.

Secondo quanto accertato dai militari della Guardia Costiera, i responsabili degli esercizi controllati non sono riusciti a fornire la documentazione necessaria a dimostrare l’origine dei prodotti ittici presenti nei locali. Una violazione che riguarda un aspetto fondamentale della sicurezza alimentare: la tracciabilità consente infatti di ricostruire il percorso del prodotto, dalla cattura o produzione fino alla vendita e alla somministrazione.

Sequestrati 82 chili di pesce senza documentazione

Nel corso delle ispezioni sono stati individuati complessivamente 82 chilogrammi di prodotti ittici privi della prescritta documentazione di provenienza. Il materiale, sottoposto a sequestro amministrativo, sarà successivamente avviato alla distruzione. Le spese relative alle procedure saranno sostenute dai titolari delle attività coinvolte.

Multe per 12mila euro

Per ciascuno dei sei esercizi commerciali è stata contestata una sanzione amministrativa da 2mila euro, per un importo complessivo di 12mila euro. L’operazione rientra nel piano di vigilanza della Guardia Costiera sulla filiera della pesca, particolarmente intensificato durante il periodo estivo, quando cresce la domanda di prodotti ittici nei ristoranti e nelle strutture turistiche.

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