La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto Angela Tibullo dall’accusa di concorso esterno con la ‘ndrangheta perché “il fatto non sussiste”. La criminologa, arrestata nel 2018, era imputata nel processo “Ares”, legato ai presunti rapporti con i clan Cacciola e Grasso di Rosarno.
In primo grado, Tibullo era stata condannata a 12 anni e mezzo di carcere. La sentenza di secondo grado ribalta quella decisione, limitando la condanna a un anno e 8 mesi con pena sospesa per intralcio alla giustizia e falsità ideologica, senza aggravanti legate al favoreggiamento delle cosche della Piana di Gioia Tauro.
Dal processo Ares alla revisione della pena
Il processo Ares aveva ipotizzato un ruolo di Tibullo a sostegno dei clan, ma la Corte d’Appello ha escluso ogni legame penale con la ‘ndrangheta per quanto riguarda il concorso esterno, confermando invece responsabilità su reati procedurali minori. La decisione evidenzia un’importante revisione rispetto alle pesanti condanne di primo grado.









