Presenza simbolica e significativa questa mattina al Tribunale di Crotone, dove si è svolta una nuova udienza del processo relativo ai mancati soccorsi al caicco Summer Love, il cui naufragio avvenuto il 26 febbraio 2023 provocò la morte di 94 persone, tra cui 34 minori, sulla spiaggia di Steccato di Cutro.
Ad assistere all’udienza c’era anche Valeria Solarino, testimonial di Amnesty International, che ha espresso forti perplessità sulla decisione del Tribunale di vietare riprese audio e video all’interno dell’aula.
“Una violazione del diritto all’informazione”
“Seguiamo con curiosità morbosa ogni fatto di cronaca mentre 94 persone, tra cui 34 minori, forse non fanno più notizia”, ha affermato l’attrice a margine dell’udienza.
Solarino ha spiegato di aver deciso di assistere personalmente al procedimento giudiziario, sottolineando il forte impatto che la tragedia di Cutro ha avuto sull’opinione pubblica. “È la prima volta che entro in un’aula di tribunale. Ho deciso di farlo oggi, con Amnesty International che segue il processo sulla strage di Cutro. È un evento che mi ha colpita moltissimo e oggi, a distanza di tre anni, mi colpisce il fatto che siano state vietate riprese audio e video in aula, una violazione del diritto all’informazione”, ha dichiarato.
Amnesty: “Accertare responsabilità e garantire verità”
In aula era presente anche Francesca Corbo, rappresentante di Amnesty International Italia, che ha evidenziato il valore del processo per l’accertamento delle eventuali responsabilità legate alla tragedia.
“Questo processo è un passo importante per verificare eventuali responsabilità individuali che hanno portato alla morte di almeno 94 persone e dunque per restituire giustizia e verità ai superstiti e alle famiglie”, ha affermato. Secondo Corbo, il dibattimento dovrà inoltre chiarire il funzionamento della catena di comando nei momenti precedenti al naufragio.
Il tema dei canali di accesso sicuri
L’esponente di Amnesty ha ribadito anche una posizione più ampia sul tema delle migrazioni e della sicurezza. “Sarà anche il momento per chiarire come ha funzionato la catena di comando, ma per ora una cosa è sicura: se ci fossero stati canali di accesso regolari e sicuri questa strage non sarebbe mai successa”.
Corbo ha infine confermato la vicinanza dell’organizzazione ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime. “Amnesty International Italia è qui per portare sostegno alle persone sopravvissute e ai familiari delle vittime di questa strage”, ha concluso.









