7 Agosto 2026
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Inchiesta “Artemis II”, il responsabile tecnico del Comune di Cortale lascia il carcere: concessi gli arresti domiciliari

Il gip di Catanzaro ha sostituito la custodia cautelare in carcere con i domiciliari per Giuseppe Vinci, coinvolto nell'inchiesta della Dda. La decisione arriva dopo il nuovo interrogatorio richiesto dalla difesa

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Il gip del Tribunale di Catanzaro, Mario Santoemma, ha disposto la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Vinci, responsabile dell’Area tecnico-manutentiva del Comune di Cortale, coinvolto nell’inchiesta antimafia “Artemis II” coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Le accuse contestate dalla Dda

Secondo l’ipotesi accusatoria della Procura antimafia, Vinci deve rispondere, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, turbativa d’asta, concorrenza sleale, falso ideologico e peculato. Tutti i reati sono contestati con l’aggravante di aver favorito la presunta cosca che, secondo gli investigatori, sarebbe guidata da Domenico Cracolici.

Tra gli episodi al centro dell’indagine figura la procedura di gara relativa all’aggiudicazione del taglio del bosco comunale in località Malittoro, nel territorio di Cortale.

La decisione dopo il nuovo interrogatorio

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Vinci si era inizialmente avvalso della facoltà di non rispondere, in attesa di poter esaminare gli atti dell’inchiesta e gli elementi raccolti dall’accusa. Successivamente, il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva respinto la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa.

In un secondo momento, il legale dell’indagato, l’avvocato Arturo Bova, ha chiesto al Gip un nuovo interrogatorio per consentire al proprio assistito di fornire chiarimenti sulla vicenda.

Al termine dell’audizione, il giudice ha accolto parzialmente l’istanza della difesa, disponendo la sostituzione della misura cautelare: Giuseppe Vinci lascia quindi il carcere e sarà sottoposto agli arresti domiciliari.

L’inchiesta “Artemis II” resta nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere verificate nel prosieguo del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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