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20 Febbraio 2026
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Processo sul tentato omicidio di Romana Mancuso, in aula smentite e nuove tensioni: il pentito chiama in causa i Rizzo

Nuova udienza nel giudizio di rinvio dopo l’annullamento della Cassazione. Due teste smentiscono la testimone di giustizia Ewelina Pytlarz mentre la difesa attacca il collaboratore per presunte contraddizioni

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Si è svolta davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Battaglia, a latere Giglio e Ciriaco) una nuova udienza nel processo a carico di Pantaleone Mancuso, detto “l’ingegnere”, e del figlio Giuseppe Salvatore Mancuso, nel giudizio di rinvio disposto dalla Suprema Corte di Cassazione. Il procedimento riguarda, tra l’altro, il duplice tentato omicidio ai danni di Giovanni Rizzo e di Romana Mancuso, sorella di Luigi Mancuso.

I testimoni negano confidenze alla teste di giustizia

Nel corso dell’udienza sono stati sentiti Roberto Cuturello e Giulia Tripodi. Entrambi hanno negato categoricamente di aver mai fatto confidenze a Ewelina Pytlarz, indicata come testimone di giustizia, già escussa in precedenza sui fatti oggetto del processo. Le dichiarazioni odierne segnano un passaggio delicato, poiché mettono in discussione alcuni riferimenti che la teste aveva attribuito ai due, con possibili ricadute sulla tenuta dell’impianto accusatorio.

Il collaboratore Megna sotto esame

Successivamente è stato sentito il collaboratore di giustizia Megna Pasquale Alessandro, che ha risposto alle domande del sostituto procuratore generale Raffaella Sforza. Nel corso dell’esame, Megna ha fornito la propria ricostruzione dei fatti, ma la sua versione è stata oggetto di un serrato confronto in aula.

La difesa contesta: “Numerose contraddizioni”

Gli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Capria hanno contestato la ricostruzione del collaboratore, evidenziando numerose contraddizioni e sottolineando come alcuni passaggi riferiti in aula non sarebbero mai stati dichiarati in precedenza. In particolare, Megna ha affermato di aver parlato dei fatti di causa anche con Giovanni Rizzo e Pantaleone Rizzo, circostanza che ha aperto un ulteriore fronte processuale.

Rinvio al 19 giugno 2026: citati i fratelli Rizzo

Alla luce delle nuove dichiarazioni, la Corte ha disposto il rinvio al 19 giugno 2026, ordinando la citazione dei fratelli Rizzo. Il processo entra così in una fase cruciale: le prossime audizioni potrebbero incidere in modo significativo sulla valutazione complessiva delle dichiarazioni rese e sulla ricostruzione dei fatti nel giudizio di rinvio.

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