12 Settembre 2026
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Naufragio di Cutro, il vescovo di Cosenza accusa: “Una strage dimenticata”

Monsignor Checchinato durante la celebrazione a Capo Rizzuto: “Pezzo di storia negato e censurato”. Appello a responsabilità e accoglienza nel ricordo del naufragio di Cutro

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Il naufragio di Cutro torna al centro della riflessione ecclesiale e civile. A pochi giorni dal terzo anniversario della tragedia del 26 febbraio 2023, il vescovo di Cosenza-Bisignano e delegato regionale della commissione Migrantes, mons. Giovanni Checchinato, ha parlato senza mezzi termini di una “strage dimenticata”, lanciando un monito durante la celebrazione di inizio Quaresima della diocesi di Crotone-Santa Severina.

“Della strage restano i cadaveri”

“Della strage di Cutro restano i cadaveri che sono arrivati anche in questi giorni sulle nostre coste”. Parole dure, pronunciate nel corso del rito fortemente voluto dal vescovo di Crotone, mons. Alberto Torriani, per ricordare le vittime del naufragio.

La celebrazione era inizialmente prevista sulla spiaggia di Steccato di Cutro, luogo simbolo della tragedia, ma a causa del maltempo è stata spostata al santuario della Madonna greca di Capo Rizzuto.

“Un pezzo di storia negato e censurato”

Nel suo intervento, Checchinato ha definito il naufragio “un pezzo di storia che non è stato accolto, è stato censurato, negato e continua ad esserlo”.

Un richiamo netto alla memoria collettiva e alla responsabilità pubblica: «Tutte le tragedie ci devono interrogare, ma quelle che capitano a casa nostra ancora di più. Questa non può essere dimenticata. Deve spingerci a fare domande e a chiedere risposte a chi, in qualche maniera, ha responsabilità su queste tragedie».

L’Europa e le migrazioni: “Non si può cancellare la storia”

Il vescovo di Cosenza ha poi allargato lo sguardo al contesto europeo, criticando una linea politica basata esclusivamente sui respingimenti: “È un’Europa che pretende di cancellare la storia, perché le migrazioni appartengono al nostro continente da sempre. Voler opporre tutti i respingimenti possibili e immaginabili significa voler immaginare che il sole non c’è, semplicemente perché io dico che non c’è”.

Un passaggio che riporta il dibattito su accoglienza, diritti e responsabilità condivise.

Il messaggio della Quaresima: “Trasformare i cuori da pietra a carne”

Accanto alla riflessione sociale, mons. Checchinato ha richiamato anche il significato spirituale della Quaresima, invitando a “trasformare i cuori da pietra a carne” e a rifuggire gli “idoli del potere, del successo e del denaro”.

La parola chiave resta l’accoglienza, nel solco del magistero di Papa Francesco: “Nessuno si salva da solo”.

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