3 Settembre 2026
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Intelligence e magistratura, l’allarme da Soveria Mannelli: “Collaborazione necessaria per difendere la democrazia”

Il procuratore generale Giuseppe Amato e il direttore generale del Dis Vittorio Rizzi al convegno organizzato dalla Società italiana di intelligence

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La sicurezza dello Stato passa sempre più dalla capacità di mettere in rete magistratura, intelligence e strutture specializzate. È questo il filo conduttore emerso a Soveria Mannelli, nel Catanzarese, durante il convegno “Intelligence e magistratura: la collaborazione necessaria”, organizzato dalla Società italiana di intelligence.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma Giuseppe Amato e il direttore generale del Dis, Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Vittorio Rizzi, che hanno affrontato due fronti particolarmente delicati: la cybersicurezza e la tutela del processo democratico ed elettorale.

Amato: “Non ci deve essere diffidenza”

Per Giuseppe Amato, la cooperazione tra magistratura e servizi di intelligence è ormai una necessità. “Penso che la collaborazione tra magistratura e servizi di intelligence oggi sia assolutamente necessaria. Non ci deve essere diffidenza perché la legge 124 del 2007, che disciplina l’attività dei servizi di intelligence, è assolutamente garantista e dà spazi molto forti al controllo”, ha dichiarato il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma.

Un rapporto che, secondo Amato, deve svilupparsi nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento, ma senza trasformare i controlli in un ostacolo alla collaborazione tra istituzioni.

La sfida della cybersicurezza

Uno dei principali terreni sui quali questa cooperazione può rivelarsi determinante è quello della cybersicurezza. “Oggi in alcuni settori, penso alla cybersicurezza, è importante che insieme ai magistrati ci sia il contributo forte dell’Agenzia per la cybersicurezza ma anche dei servizi”, ha spiegato Amato.

La risposta alle minacce informatiche, secondo il procuratore generale, non può infatti limitarsi alla fase repressiva. “L’attività deve essere di prevenzione, repressione, ma anche di resilienza”, ha aggiunto.

L’obiettivo è quindi intervenire prima che un attacco produca conseguenze, individuare e perseguire eventuali responsabilità e, allo stesso tempo, garantire che i sistemi colpiti possano tornare rapidamente alla piena operatività.

Rizzi: “Tutelare il processo elettorale”

Dalla cybersicurezza alla sicurezza del voto, il tema della protezione delle istituzioni democratiche è stato affrontato da Vittorio Rizzi. “Il tema di tutelare il processo elettorale riguarda non solo l’Italia ma tutti i Paesi che nel 2026 e 2027 andranno al voto”, ha affermato il direttore generale del Dis a margine dell’incontro.

Una questione che assume particolare rilevanza in vista delle numerose consultazioni elettorali previste nei prossimi mesi e sulla quale, ha spiegato Rizzi, sono già state adottate specifiche iniziative.

Le misure indicate dal Copasir

Secondo il direttore generale del Dis, sono state infatti messe in campo misure per tutelare la libertà del processo democratico di voto, anche sulla base delle indicazioni del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. “E su questo sono state messe in campo, sulla stessa indicazione del Copasir, una serie di misure per tutelare la libertà del processo democratico di voto”, ha sottolineato Rizzi.

Il tema della sicurezza elettorale si inserisce così in un quadro più ampio nel quale informazioni, cybersicurezza, intelligence e magistratura sono chiamate a confrontarsi con minacce sempre più complesse.

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