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11 Giugno 2026
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Sparatoria sulla sopraelevata a Cosenza: scatta un secondo arresto per tentato omicidio. Adesso gli indagati sono due

Nuovo provvedimento cautelare per i fatti del 15 maggio. Già eseguito nei giorni scorsi una prima misura cautelare, ora arriva una seconda misura in carcere. Un 25enne era rimasto ferito alle gambe in una sparatoria in strada

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C’è un secondo arresto nell’inchiesta sulla sparatoria avvenuta lo scorso 15 maggio sulla sopraelevata di via Panebianco, a Cosenza, dove un 25enne era rimasto ferito alle gambe dopo essere stato raggiunto da colpi di pistola esplosi in strada.

La misura cautelare in carcere è stata eseguita nella mattinata odierna dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica. Il nuovo provvedimento riguarda un soggetto ritenuto gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.

Un’inchiesta già segnata da un primo arresto

Il nuovo provvedimento si inserisce in un quadro investigativo che aveva già portato, nei giorni scorsi, a un primo arresto. In quel caso, sempre su disposizione del GIP, era stata applicata una misura cautelare in carcere nei confronti di un altro indagato, già sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per gli stessi reati.

Si tratta quindi di un doppio intervento cautelare, maturato a distanza di pochi giorni, nell’ambito della stessa vicenda criminale.

La ricostruzione degli investigatori

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini preliminari, coordinate dalla Procura e delegate alla Squadra Mobile, i due soggetti coinvolti si sarebbero affrontati armati in una zona particolarmente frequentata della città, con colpi esplosi ad altezza uomo.

Un contesto che, secondo gli investigatori, avrebbe esposto a un rischio concreto l’incolumità dei passanti, con la dinamica ricostruita attraverso attività di controllo del territorio e l’analisi delle immagini di videosorveglianza. Resta ferma la necessità di verifica in sede processuale, nel contraddittorio tra accusa e difesa, propria della fase delle indagini preliminari.

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