8 Luglio 2026
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Strage di Cutro, il pg chiede la conferma delle condanne per tre presunti scafisti del “Summer Love”

Davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro nuova udienza sul naufragio del 26 febbraio 2023, La Procura generale insiste sulle responsabilità degli imputati: il 14 ottobre le discussioni delle difese

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È ripartito davanti alla Prima sezione della Corte d’Appello di Catanzaro il processo a carico di tre dei presunti scafisti del “Summer Love”, il caicco naufragato il 26 febbraio 2023 davanti alla costa di Cutro, in Calabria. Una tragedia che ha segnato una delle pagine più drammatiche dell’immigrazione nel Mediterraneo: 94 vittime, tra cui 35 minori.

Nell’udienza odierna il procuratore generale ha concluso chiedendo la conferma delle condanne di primo grado e l’accoglimento dell’appello proposto dalla Procura generale, insistendo dunque sulla tenuta dell’impianto accusatorio nei confronti degli imputati. Il processo è stato quindi rinviato al 14 ottobre 2026, quando prenderanno la parola le difese degli imputati.

I tre imputati davanti alla Corte d’Appello

Alla sbarra ci sono Hasab Hussain, 22 anni, pakistano, condannato in primo grado a 16 anni di reclusione; Khalid Arslan, 26 anni, anche lui pakistano, condannato a 11 anni, un mese e dieci giorni; e Sami Fuat, 51 anni, turco, condannato a 16 anni. I tre erano stati condannati alla fine del 2024 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per morte come conseguenza del favoreggiamento, mentre erano stati assolti dall’accusa di naufragio colposo.

È invece diventata definitiva, nel giugno scorso, la condanna a 20 anni di reclusione per un altro degli scafisti del “Summer Love”, Guy Ufuk, trentenne turco, riconosciuto responsabile di naufragio colposo, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte come conseguenza di altro reato.

Le parti civili hanno concluso

Nel corso dell’udienza hanno concluso anche i legali delle parti civili. Sono intervenuti gli avvocati Salvatore Rossi, Roberto Stricagnoli, Massimiliano Manna, Pietro Vitale, Pina Notarianni e Barbara Ventura. La Corte ha quindi aggiornato il procedimento al 14 ottobre 2026, data nella quale discuteranno per gli imputati gli avvocati Arturo Bova e Salvatore Perri.

Il primo grado e le lacrime in aula

Il processo di primo grado era iniziato il 4 ottobre 2023 e si era sviluppato in 17 udienze. Le condanne inflitte dalla Corte erano state diverse dalle richieste formulate dalla Procura. Il pubblico ministero aveva chiesto 18 anni per Hasab Hussain, 14 anni e 6 mesi per Khalid Arslan e 11 anni per Sami Fuat. Alla lettura della sentenza, i due giovani pakistani erano scoppiati in lacrime, protestando contro la decisione del tribunale. Uno di loro aveva urlato: “Cercavo un futuro in Italia e mi hanno condannato perché ho solo fatto da interprete”.

Il secondo processo sui soccorsi

Parallelamente al procedimento sugli scafisti, nei giorni scorsi si è aperto davanti al Tribunale di Crotone anche il processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco “Summer Love”. In questo filone sono imputati sei militari: quattro appartenenti alla Guardia di finanza e due alla Guardia costiera, in servizio nella notte del naufragio. Le accuse sono di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo.

Secondo le indagini condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone, su delega della Procura, sarebbe emersa una presunta catena di negligenze, sottovalutazioni, carenze strumentali e inefficienze operative. Al centro dell’accusa c’è anche la presunta mancanza di coordinamento tra Guardia di finanza e Guardia costiera.

Le regole di ingaggio e il nodo delle vite in mare

Gli inquirenti contestano ai militari di essersi attenuti in modo rigido alla distinzione tra intervento di polizia e intervento di soccorso, prevista dal Regolamento Ue 656/2014 e dall’accordo tecnico operativo del 14 settembre 2005, riformulato nel giugno 2022 dal governo Draghi. Secondo l’accusa, proprio quella lettura delle regole avrebbe impedito l’attivazione tempestiva di una delle due azioni, mentre in mare il principio primario avrebbe dovuto essere uno solo: salvare vite umane, anche in presenza di condotte imprudenti da parte degli scafisti.

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