8 Luglio 2026
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Sanità, il Pd Calabria lancia l’allarme sul 118: “Il passaggio ad Azienda Zero non risolve i problemi, serve un tavolo regionale”

Carenza cronica di medici, ambulanze bloccate nei pronto soccorso e il 70% dei turni senza dottore a bordo. I dem chiedono a Occhiuto un confronto immediato

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Il trasferimento burocratico della gestione del 118 sotto l’ombrello di Azienda Zero non basta a risanare le profonde ferite del sistema di emergenza-urgenza in Calabria. È questa la dura presa di posizione del Pd Calabria, che attraverso una nota ufficiale chiede con forza l’apertura immediata di un tavolo di confronto regionale per affrontare le criticità strutturali che mettono a rischio la salute dei cittadini.

Un sistema all’efficienza minima: il 70% dei turni è senza medico

“Chiediamo la convocazione di un tavolo regionale sull’emergenza-urgenza, con la partecipazione della Regione Calabria, di Azienda Zero, delle aziende sanitarie, degli operatori del 118, delle organizzazioni sindacali e della Commissione Sanità del Consiglio regionale” spiegano i dem nella loro nota, sottolineando come la semplice riorganizzazione amministrativa sia del tutto insufficiente.
“Il trasferimento della gestione del 118 ad Azienda Zero non elimina né risolve di per sé le criticità di questo servizio essenziale”.
La fotografia scattata dal Partito Democratico sulla sanità territoriale è allarmante e fotografa un personale ormai stremato. “Il sistema dell’emergenza-urgenza ha una carenza cronica di medici, difficoltà di reclutamento del personale e numerose postazioni territoriali prive del medico a bordo. Di conseguenza, gli operatori sono soggetti a stress elevato”.
I dati interni del partito stimano una scopertura quasi totale dell’assistenza medica diretta sui mezzi di soccorso: “A quanto pare, almeno il 70 per cento dei turni delle postazioni di emergenza territoriale risulta coperto senza la presenza del medico”.

Ambulanze bloccate e territori isolati

Il problema non si limita alla composizione degli equipaggi, ma si riflette drammaticamente sulle tempistiche e sulla logistica dei soccorsi. “Ci sono poi problemi sui tempi di intervento, soprattutto nelle aree interne e montane, e le ambulanze attendono a lungo nei Pronto soccorso prima della presa in carico dei pazienti” denuncia il Pd.
Per queste ragioni, secondo l’opposizione, la transizione verso l’azienda unica regionale potrà avere un senso solo se accompagnata da una vera e propria rivoluzione strutturale. “Pertanto, la riorganizzazione amministrativa in atto potrà essere utile soltanto se verrà approntato un piano di potenziamento complessivo del servizio”.

Le proposte dei dem e l’appello a Roberto Occhiuto

Nel documento vengono anche delineate le priorità per un piano straordinario che rimetta in sesto il 118 calabrese. Secondo il Partito Democratico è fondamentale mettere in campo interventi mirati che prevedano “il reclutamento e la stabilizzazione dei medici dell’emergenza-urgenza; incentivi per il personale destinato alle aree più disagiate; il completamento degli organici di infermieri, autisti-soccorritori e personale tecnico; la riduzione delle postazioni demedicalizzate; il rinnovo del parco mezzi; il potenziamento delle dotazioni tecnologiche e una migliore integrazione tra il 118, il Pronto soccorso, l’elisoccorso e la rete ospedaliera”.
La richiesta finale è indirizzata direttamente ai vertici della Cittadella regionale, pretendendo la massima trasparenza sulla gestione dei dati sanitari. “A nostro avviso, il tavolo regionale dovrà inoltre monitorare l’andamento del servizio e pubblicare i dati aggiornati sugli organici, sulla copertura delle postazioni, sui tempi medi di intervento e sugli standard di assistenza” rimarcano i dem, lanciando un appello diretto al Governatore della Calabria. “Dal commissario e presidente Roberto Occhiuto ci aspettiamo un confronto aperto sul futuro dell’emergenza-urgenza, non più rinviabile”.

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