La protesta degli autotrasportatori e le difficoltà economiche dei lavoratori non possono essere utilizzate per delegittimare la magistratura. È la posizione espressa da Graziella Viscomi, presidente nazionale di Area Democratica per la Giustizia e sostituto procuratore della Procura per i minorenni di Catanzaro, che interviene sulle polemiche relative ai presunti 100mila euro spettanti a ciascun magistrato italiano.
La dignità dei lavoratori e la protesta inascoltata
“Sono amareggiata da quello che leggo. La propaganda non può passare sopra la dignità dei lavoratori”, afferma Viscomi. “Da settimane gli autotrasportatori protestano invocando il loro semplice e sacrosanto diritto alla dignità del lavoro: quello che ti consente di tirar su una famiglia, di fare dei progetti, di contribuire allo sviluppo della società. Una protesta inascoltata e della quale la gran parte dei media nazionali si è totalmente disinteressata”.
La notizia dei 100mila euro ai magistrati
La magistrata contesta quindi la notizia sulle somme destinate alle toghe e il suo utilizzo nel dibattito politico. “Dopo la circolazione, anche da parte di autorevoli testate, di una fake news circa la spettanze della spropositata cifra di 100.000,00 euro a testa a tutti i magistrati italiani, oggi quella bufala viene cavalcata da esponenti del governo ed agitata quale fonte della responsabilità della crisi economica”.
L’accusa: usare la disperazione dei lavoratori contro la magistratura
“Mi amareggia dover constatare che siano stati usati i servitori dello Stato come grimaldello per alimentare tensioni sociali. Il tentativo di delegittimare la magistratura usando la disperazione dei lavoratori oggi in agitazione non è degno di un paese democratico”, conclude Viscomi.














