10 Ottobre 2026
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Tribunale di Catanzaro, dieci nuovi giudici in arrivo nel 2027. Iacopino: “Un primo traguardo, non il punto d’arrivo”

L’assegnazione riguarda sei giudici penali e quattro civili. Gli effetti si vedranno con la presa di servizio, mentre restano le criticità legate ai trasferimenti e alla carenza di personale

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Dieci nuovi magistrati sono stati destinati al Tribunale di Catanzaro nell’ambito della procedura del Consiglio superiore della magistratura per l’assegnazione delle sedi ai magistrati ordinari in tirocinio. La presa di servizio è prevista per maggio 2027: sei giudici saranno assegnati al settore penale, mentre quattro opereranno in quello civile. La notizia rappresenta un segnale positivo per un ufficio giudiziario alle prese con una grave carenza di organico. A sottolinearlo è Francesco Iacopino, presidente della Camera penale di Catanzaro, che riconosce il valore del risultato raggiunto, ma richiama l’attenzione sulla necessità di proseguire con interventi più ampi per garantire stabilità e piena funzionalità al Tribunale.

Tribunale di Catanzaro, una situazione critica in attesa dei rinforzi

Secondo Iacopino, l’ufficio giudiziario sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia recente. Alla carenza di magistrati si aggiungono gli undici trasferimenti registrati nell’ultimo periodo, che hanno ulteriormente inciso sulla capacità operativa del Tribunale. La situazione rende particolarmente delicati i mesi che precederanno l’arrivo dei nuovi giudici. Le assegnazioni, infatti, produrranno effetti concreti soltanto con l’effettiva presa di servizio dei magistrati, prevista per la primavera del prossimo anno. Il tema, osserva il presidente della Camera penale, non riguarda soltanto la copertura dei posti vacanti, ma la possibilità di assicurare continuità all’attività giudiziaria e risposte adeguate ai cittadini. In questo contesto, l’Avvocatura penalista catanzarese aveva già manifestato preoccupazione per le condizioni degli uffici giudiziari, arrivando a proclamare un’astensione per richiamare l’attenzione sulle criticità esistenti.

Il ruolo dei vertici giudiziari e dell’Avvocatura

Iacopino attribuisce il risultato al lavoro congiunto delle istituzioni e delle componenti della giurisdizione. Nel suo intervento cita il presidente del Tribunale, Giuseppe Spadaro, la presidente della Corte d’Appello, Concettina Epifanio, il procuratore generale Giuseppe Lucantonio e la consigliera Vittoria Marchianò, sottolineando anche il contributo dell’intera Avvocatura. L’assegnazione dei dieci magistrati costituisce, secondo il presidente della Camera penale, una risposta concreta all’emergenza e un passaggio necessario per tutelare la continuità del servizio giudiziario. Il risultato, tuttavia, non viene considerato risolutivo.

Pianta organica e organizzazione, le richieste per il futuro

Per superare le difficoltà in modo duraturo, la Camera penale ritiene necessario un intervento strutturale sulla pianta organica del Tribunale di Catanzaro, affinché sia adeguata alle dimensioni del territorio e al volume, oltre che alla complessità, degli affari trattati, anche di rilievo distrettuale. Tra le proposte indicate da Iacopino figurano il rafforzamento dell’organizzazione interna, l’istituzione di una sezione promiscua e la previsione di un nuovo presidente di sezione. Misure che, nella prospettiva espressa dalla Camera penale, dovrebbero contribuire a rendere più solido l’assetto dell’ufficio giudiziario. La questione investe direttamente la capacità della giustizia di tutelare i diritti, la libertà dei cittadini e la sicurezza collettiva. Per Iacopino, la possibilità di intervenire in tempi ragionevoli è essenziale per rafforzare la fiducia nelle istituzioni, ma la rapidità non può essere l’unico parametro: decisioni giuste ed equilibrate richiedono anche studio, approfondimento e condizioni di lavoro adeguate.

La Camera penale: “Il potenziamento è una responsabilità condivisa”

La Camera penale di Catanzaro conferma quindi la volontà di collaborare con i vertici della giurisdizione e con le istituzioni competenti per affrontare le criticità ancora aperte. L’obiettivo, conclude Iacopino, è trasformare il risultato ottenuto in un punto di partenza per garantire al Tribunale risorse umane adeguate e un’organizzazione stabile. Il rafforzamento dell’ufficio giudiziario viene indicato come una responsabilità comune, che coinvolge magistratura, Avvocatura e istituzioni, nell’interesse dell’intera comunità.

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