17 Luglio 2026
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“Volevano uccidere la pm che indagava sulla ’ndrangheta”: il piano del clan Giardino per colpire Maria Beatrice Zanotti

Il pentito Nicola Toffanin svela in aula il progetto saltato contro la magistrata: “Ci stavamo organizzando per un attentato”. La procura indagava su estorsioni e affari della locale veronese. Allarme delle istituzioni: “Grave minaccia allo Stato”

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“Ci stavamo organizzando per fare  un attentato alla pm di Verona Maria Beatrice Zanotti”. Lo ha rivelato in aula a Verona il collaboratore di giustizia Nicola Toffanin, esponente del clan Giardino, sentito nel processo scaturito dalla cosiddetta inchiesta ‘Isola scaligera 2’. Lo riporta il Corriere del Veneto.    Come ha spiegato il pentito davanti ai giudici, l’obiettivo era infatti quello di colpire la magistrata, ora in servizio alla procura dei Minori di Cagliari, che stava indagando “su alcuni esponenti della nostra ‘locale’ di ‘ndrangheta – ha detto – in alcune inchieste per estorsione e altri reati”. Il piano poi saltò, in quanto uno dei promotori si ritirò dal progetto. Zanotti, già nota a Verona per l’inchiesta sull’ex vice sindaco Vito Giacino, non ha mai avuto la scorta.    A commentare la vicenda è intervenuto il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che osserva come le dichiarazioni di Toffanin suscitino “profonda preoccupazione. Alla dottoressa Zanotti – aggiunge – desidero esprimere, a nome mio e della Regione del Veneto, la più sincera vicinanza e la gratitudine per il lavoro che svolge con professionalità, coraggio e alto senso dello Stato”.

*Fonte: ANSA

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