“Nessuno può voltarsi dall’altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza”.
Con queste parole pronunciate durante l’Angelus in Vaticano, il Papa ha lanciato un nuovo e forte richiamo sul tema dei rifugiati, tornando a chiedere solidarietà e accoglienza verso chi fugge da guerre, persecuzioni e violenze.
Il Pontefice ha ricordato la recente celebrazione della Giornata mondiale del Rifugiato, coincisa con il 75esimo anniversario della Convenzione sullo status dei rifugiati, nata per tutelare chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese.
“Accogliere chi fugge dalle persecuzioni”
Nel suo intervento, il Papa ha invitato governi e cittadini ad assumersi una responsabilità concreta nei confronti di chi vive drammi umanitari.
“Esorto tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perché possano vivere in pace, con dignità e guardare al futuro con speranza”, ha affermato.
Parole che arrivano in un momento in cui il tema dell’immigrazione, dei conflitti e delle emergenze umanitarie continua a dividere politica e opinione pubblica in Europa e nel mondo.
Il richiamo ai leader delle Nazioni
Il Pontefice ha poi espresso l’auspicio che lo spirito della Convenzione internazionale continui a “illuminare le coscienze dei responsabili delle Nazioni”.
Un messaggio rivolto direttamente ai leader mondiali, chiamati — secondo il Papa — a non dimenticare il valore della tutela umana e del diritto alla protezione.
Il tema migranti torna centrale nel dibattito
L’intervento del Papa riporta al centro del dibattito internazionale il tema dei migranti e dei rifugiati, in una fase segnata da nuove crisi geopolitiche, guerre e movimenti migratori sempre più complessi.
Dal Vaticano arriva così un nuovo invito a superare indifferenza e chiusure: per il Pontefice, davanti a chi fugge dalla sofferenza, “voltarsi dall’altra parte” non è più possibile.








