Torna ancora una volta a far discutere il caso del delitto di Garlasco l’opinione pubblica e le aule giudiziarie, trascinando nella bufera anche il mondo dell’informazione televisiva. Al centro dello scontro c’è l’esposto presentato dai legali di Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, contro la recente diffusione televisiva dei dettagli della querela che lei stessa aveva depositato. Durante la nuova trasmissione di approfondimento guidata da Milo Infante, sono stati infatti mostrati e analizzati estratti del documento, scatenando l’immediata reazione della difesa della famiglia Cappa, che ha formalizzato una denuncia per le ipotesi di ricettazione e violazione del segreto investigativo.
La posizione di Stefania Cappa e la replica di Infante
Secondo la tesi sostenuta dall’avvocato di Stefania Cappa, la famiglia sarebbe da tempo al centro di una “sistematica esposizione mediatica” non autorizzata, alimentata anche dall’esibizione sul piccolo schermo di atti che avrebbe dovuto rimanere protetti da riservatezza. In tutta risposta, Milo Infante ha affrontato la vicenda direttamente durante l’apertura del nuovo programma di Canale 5 “Verità Nascoste – Il diario“. Il conduttore ha ribadito la volontà di proseguire nel proprio lavoro d’inchiesta per fare luce sulle ombre del delitto, scoprendo proprio le verità nascoste e assumendosi la piena responsabilità di quanto mandato in onda ed esentando la rete da qualsiasi conseguenza diretta.
“La ricettazione, vale a dire l’acquisto o la ricezione di beni provenienti da un qualsiasi delitto, è un reato che “non appartiene alla stampa. Il reato dei giornalisti è la diffamazione, ma la diffamazione deve essere provata. Se racconti la verità non è diffamazione” ha dichiarato Milo durante la trasmissione.












