La guerra in Ucraina torna ad alzare la tensione ai confini dell’Unione europea e della Nato. Nella mattinata di domenica le forze russe hanno lanciato un attacco con droni nella regione della Volinia, colpendo una locomotiva di un treno passeggeri a soli due chilometri dal confine con la Polonia.
A renderlo noto è stata Ukrzaliznytsia, la compagnia ferroviaria nazionale ucraina, spiegando che l’equipaggio era stato avvertito in tempo della minaccia grazie ai sistemi di monitoraggio. Per questo motivo non si registrano feriti.
In fiamme anche una stazione di servizio
Quasi in contemporanea è stata colpita anche una stazione di servizio a Yahodyn, sempre nell’area di confine tra Ucraina e Polonia.
Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, nei pressi del valico di frontiera sono andati in fiamme la stazione di servizio e alcuni camion.
Kiev: “Il terrore di Putin è alle porte di Ue e Nato”
Durissima la reazione del ministro Sybiha, che ha parlato di un’escalation destinata a coinvolgere direttamente i partner occidentali.
«Questo è il terrore di Putin, che sta bussando direttamente alle porte dell’Ue e della Nato. I barbari russi sono già alle vostre porte», ha scritto su X.
Il capo della diplomazia ucraina ha quindi chiesto un inasprimento delle misure contro Mosca, invocando sanzioni più dure, un embargo commerciale totale, divieti d’ingresso e nuove restrizioni contro il complesso militare-industriale russo.
«Putin deve capire che la sua barbarie avrà un costo insostenibile. Solo così sarà possibile fermarlo», ha aggiunto.
A ottobre possibili nuovi negoziati tra Ucraina, Usa e Russia
Sul piano diplomatico emergono intanto segnali di una possibile ripresa del dialogo.
Secondo Kyrylo Budanov, capo dell’intelligence militare ucraina, un nuovo ciclo di negoziati trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia potrebbe svolgersi nel mese di ottobre.
L’ipotesi, discussa durante il forum Yalta European Strategy di Kiev insieme ai consiglieri per la sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, prevede un percorso graduale di de-escalation, concentrato inizialmente sulla sicurezza della navigazione nel Mar Nero e sulla riduzione degli attacchi contro obiettivi civili e infrastrutture critiche.
“Tutti si sono confrontati su questi temi. Anche i russi stanno valutando come affrontare la situazione. Ora attendiamo sviluppi”, ha dichiarato Budanov.












