Si apre un nuovo e insidioso fronte interno per il segretario della Lega, Matteo Salvini. Un gruppo di ex parlamentari e vecchi segretari provinciali del movimento ha deciso di fare un salto all’indietro nel tempo per provare a riprendersi la gestione e il controllo della “vecchia” Lega Nord. Con questo obiettivo dichiarato, la componente dei dissidenti ha dato vita al “Comitato per la convocazione del congresso federale”, un’iniziativa anticipata dalle emittenti televisive e dalla stampa nazionale che promette di riaccendere il dibattito sull’identità del Carroccio.
La manovra sul vecchio soggetto politico e il ruolo di Pini
Tra le anime e i principali promotori dell’operazione figura Gianluca Pini, ex parlamentare fuoriuscito dal partito ma formalmente ancora presente all’interno del consiglio federale della Lega Nord. La storica sigla è rimasta ufficialmente in vita anche dopo la svolta sovranista e nazionale impressa nel 2017, mantenendo la funzione giuridica ed economica di una vera e propria bad company destinata a completare il piano di rientro e restituire allo Stato la cifra di 49 milioni di euro.
Lo scontro con la gestione Salviniana e il nodo del commissario
La finalità politica della mossa promossa dagli ex dirigenti nordisti appare ormai chiara: forzare la mano per arrivare alla convocazione dell’assise congressuale e, in questo modo, “scippare” il controllo della struttura della Lega Nord all’attuale gestione commissariale. La guida del vecchio soggetto politico fa infatti capo a Igor Iezzi, deputato e fedelissimo di Matteo Salvini, la cui regia viene ora apertamente messa in discussione dalla fronda guidata da Pini.












