31 Agosto 2026
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Legge elettorale, accordo sulle preferenze ma il ballottaggio divide il centrodestra

La maggioranza depositerà un emendamento comune per introdurre fino a tre preferenze. Sul secondo turno arrivano invece proposte diverse

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Si avvicina la scadenza per la presentazione degli emendamenti in Commissione Affari costituzionali del Senato e il centrodestra prova a definire la propria posizione sulla nuova legge elettorale.

Un primo punto di convergenza sembra essere stato raggiunto sulle preferenze. Le forze della maggioranza si preparano infatti a depositare un emendamento unitario che consentirebbe agli elettori di indicare fino a tre candidati, con alcune precise regole sulla rappresentanza di genere.

La proposta interviene quindi sulle modalità di scelta dei candidati all’interno delle liste, mantenendo però una posizione distinta rispetto alla questione del ballottaggio, sulla quale all’interno della maggioranza non è stata raggiunta una linea comune.

Tre preferenze e alternanza di genere

Il meccanismo previsto dall’emendamento stabilisce che l’elettore possa esprimere fino a tre preferenze per candidati appartenenti alla lista votata, fatta eccezione per il capolista. In caso di più preferenze, dovrà essere rispettata l’alternanza di genere: le indicazioni successive alla prima dovranno quindi riguardare candidati di sesso diverso, altrimenti le preferenze non conformi alle regole verranno annullate secondo l’ordine previsto dalla normativa.

La proposta stabilisce inoltre che ogni lista sia composta da sette candidati, incluso il capolista, e introduce l’obbligo di collocare i candidati secondo un ordine alternato tra uomini e donne.

Sono previste anche limitazioni alla candidatura multipla: lo stesso candidato non potrà comparire con il medesimo simbolo in più di cinque collegi plurinominali, indipendentemente dalla posizione occupata nella lista.

Cosa succede se si vota il capolista

L’emendamento interviene anche sulle modalità di compilazione della scheda elettorale. Il voto espresso sul capolista, anche senza una croce sul simbolo della lista, sarà considerato come voto attribuito alla lista stessa. Diversamente, la preferenza assegnata a un candidato non capolista sarà valida secondo le regole stabilite dal nuovo meccanismo.

La proposta disciplina inoltre i casi di eventuale voto disgiunto tra simbolo e candidato, stabilendo quali combinazioni debbano essere considerate valide e quali, invece, determinino l’annullamento della preferenza.

L’obiettivo è rendere il sistema di voto compatibile con l’introduzione delle preferenze, definendo allo stesso tempo criteri precisi per evitare ambiguità durante lo scrutinio.

Sul ballottaggio il centrodestra va in ordine sparso

Ben diverso è il quadro sul ballottaggio. Se sulle preferenze il centrodestra sembra orientato a procedere con un testo comune, sul secondo turno potrebbero arrivare emendamenti distinti.

Tra le proposte già depositate c’è quella del senatore Marcello Pera, esponente di Fratelli d’Italia, che da tempo sostiene l’opportunità di reintrodurre il ballottaggio all’interno del sistema elettorale.

La sua proposta prevede un meccanismo legato a determinate soglie elettorali. Il premio di governabilità verrebbe assegnato alla coalizione capace di raggiungere almeno il 48% dei voti al primo turno. Qualora nessuna coalizione riuscisse a superare tale soglia, si procederebbe con un secondo turno tra le prime due, a condizione che entrambe abbiano ottenuto almeno il 38%.

Il modello ipotizzato da Pera prevede inoltre che al ballottaggio non siano possibili apparentamenti differenti rispetto a quelli del primo turno.

Pera: “Uno strumento di riflessione per il centrodestra”

Lo stesso Pera ha spiegato la scelta di presentare il proprio emendamento, chiarendo che la proposta vuole anche alimentare il confronto all’interno della maggioranza. “Allo scopo di fornire in primo luogo a tutto il centrodestra uno strumento di riflessione, e per favorire il dibattito, ho presentato l’emendamento sulla introduzione del ballottaggio”, ha affermato il senatore.

Pera ha inoltre riferito di aver informato il proprio gruppo parlamentare e Fratelli d’Italia della proposta, che riprende le linee già illustrate durante l’esame in Commissione.

Sul tema dovrebbe arrivare anche un’iniziativa da parte di Forza Italia, aumentando così le possibilità che il Parlamento si trovi a esaminare più proposte differenti sul secondo turno.

Ultime ore per trovare una sintesi

Il confronto tra i partiti della maggioranza non è ancora concluso. Le forze di governo hanno tempo fino alle 12 di domani per depositare gli emendamenti in Commissione Affari costituzionali. La possibilità di arrivare a una posizione comune sul ballottaggio, tuttavia, appare al momento tutt’altro che scontata. Il confronto interno prosegue mentre si avvicina una scadenza che potrebbe delineare in maniera più precisa l’orientamento della maggioranza sulla futura legge elettorale.

Se sulle preferenze è stata individuata una linea condivisa, il doppio turno rimane dunque uno dei principali punti di divisione all’interno del centrodestra.

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