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21 Maggio 2026
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Furto al Louvre, il commando potrebbe essere più grande: nuove indagini sul giro d’arte e lusso

Con i cinque nuovi arresti, gli inquirenti sospettano che il furto dei gioielli da 88 milioni al Louvre sia opera di una rete criminale più ampia e organizzata

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Le indagini sul colpo al Museo del Louvre dello scorso 19 ottobre segnano un nuovo passo. La procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, ha annunciato l’arresto di cinque sospetti, tra cui un membro del commando che ha realizzato il furto. Nonostante i fermi, i preziosi sottratti — otto gioielli della Corona francese — restano ancora introvabili.

Le catture e le indagini in corso

Gli arresti sono stati eseguiti in simultanea in varie località della regione parigina, tra Parigi e la Seine-Saint-Denis, nella serata di ieri. Secondo Beccuau, uno dei fermati era già noto alle autorità grazie a tracce di DNA rinvenute su alcuni oggetti abbandonati dopo il colpo. Fonti investigative riferiscono che si tratterebbe di uno dei due motociclisti che avevano sorvegliato l’area durante l’irruzione nella Galleria d’Apollon, dove sono stati rubati i gioielli.

Questi individui possono aiutarci a ricostruire la dinamica del furto e il ruolo di ciascun partecipante”, ha commentato la procuratrice, sottolineando come i nuovi fermi siano fondamentali per chiarire l’organizzazione del colpo.

I precedenti arresti e le confessioni parziali

Nel fine settimana erano stati fermati altri due uomini, di 34 e 39 anni. Il primo è stato intercettato all’aeroporto mentre cercava di lasciare il Paese, il secondo nella banlieue nord-orientale di Parigi. Entrambi hanno fornito ammissioni parziali riguardo alla loro presenza sul luogo del furto, senza confermare se fossero entrati nella Galleria d’Apollon. I due sospetti sono ora accusati di furto in banda organizzata e associazione a delinquere, reati che prevedono pene fino a 15 e 10 anni di carcere.

La refurtiva e il suo valore storico

Tra gli oggetti sottratti figurano pezzi di eccezionale valore storico, tra cui la corona dell’imperatrice Eugénie, trovata danneggiata sul luogo. La procuratrice ha ricordato che, data la loro unicità e notorietà, i gioielli non possono essere venduti legalmente, e chi tentasse di nasconderli rischierebbe il reato di ricettazione. Il pezzo danneggiato sarà sottoposto a un complesso intervento di restauro da parte degli esperti del museo.

Un possibile commando più ampio

Con i nuovi arresti, gli investigatori sospettano che il commando del Louvre possa comprendere più membri di quanto finora identificato. Le indagini mirano a verificare se dietro l’operazione ci sia una rete criminale strutturata, specializzata in furti d’arte e riciclaggio di beni di lusso. Beccuau ha precisato che nessuno dei fermati è considerato un vertice della criminalità organizzata, anche se tutti hanno precedenti per reati contro il patrimonio.

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