Una tragica scoperta segna un punto di svolta nel caso di Federica Torzullo, la donna di 41 anni di cui si erano perse le tracce lo scorso 8 gennaio ad Anguillara. Questa mattina è stato rinvenuto un cadavere proprio presso la sede dell’azienda del marito della donna. Il ritrovamento è avvenuto in via comunale di San Francesco; sul posto sono attualmente in corso le delicate operazioni di recupero della salma e le procedure necessarie per l’identificazione ufficiale del corpo.
Sangue in casa e nell’auto: le prove scientifiche
Il quadro accusatorio nei confronti del marito, Claudio Agostino Carlomagno, si è consolidato attraverso i rilievi tecnici effettuati dai Carabinieri. In una nota della Procura di Civitavecchia, viene evidenziato come le indagini abbiano permesso di rilevare “tracce ematiche dappertutto, all’interno dell’abitazione dei coniugi; sugli abiti di lavoro di Agostino; all’interno della sua autovettura; all’interno di una cava; e sul mezzo meccanico presente nell’azienda familiare”. Quest’ultimo mezzo era proprio in uso a Carlomagno.
Il Procuratore di Civitavecchia ha sottolineato che i primi elementi raccolti, ”per gravità , precisione e concordanza, hanno varcato la soglia della gravità indiziaria nei confronti del marito di Federica Torzullo”. L’attività degli inquirenti prosegue ora per riscontrare le dichiarazioni dell’uomo, ricostruire integralmente la vicenda, individuare il movente e accertare eventuali complicità di terzi.
Le incongruenze nel racconto del marito
La ricostruzione ufficiale dell’accaduto inizia venerdì 9 gennaio, quando Carlomagno denuncia la scomparsa della moglie nel primo pomeriggio, allertato dai colleghi dell’ufficio postale di Fiumicino Aeroporto dove la donna lavorava. L’uomo aveva dichiarato di averla vista l’ultima volta alle ore 23:00 del giovedì precedente, dopo una cena con il figlio (poi accompagnato dai nonni).
Carlomagno aveva inoltre riferito che la moglie aveva preparato la valigia per un viaggio in Basilicata previsto per il pomeriggio successivo e ammesso l’esistenza di “normali problemi di coppia”, aggiungendo che quella notte non avevano dormito insieme. Tuttavia, l’analisi dei sistemi di videosorveglianza della villetta ha smentito tale versione: Federica non risulta mai uscita di casa dalle ore 19:30 dell’8 gennaio, né il suo cellulare ha registrato movimenti fuori dalle mura domestiche. Al contrario, Agostino Claudio è stato ripreso mentre usciva in macchina alle 7:30 del mattino seguente per recarsi al lavoro.
Versioni contraddittorie e indizi schiaccianti
Le divergenze tra la versione fornita dall’indagato e le testimonianze raccolte sono state definite dai magistrati come “insanabili”, rendendo necessaria l’iscrizione di Carlomagno nel registro degli indagati. Il PM ritiene la sua ricostruzione dei movimenti del 9 gennaio e dei rapporti con la coniuge “contraddittoria e illogica”.
Un ulteriore elemento di sospetto riguarda gli effetti personali della donna: mentre l’auto di Federica è rimasta parcheggiata vicino all’abitazione e la donna non ha prelevato nulla per il presunto viaggio, mancano all’appello soltanto la sua borsa e il telefono cellulare.







